“È solo l’inizio!”: Netflix e Sony ufficializzano il ritorno delle cacciatrici più amate del K-pop

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo mesi di indiscrezioni e di trattative condotte lontano dai riflettori, la notizia che i fan delle Huntrix attendevano con ansia è infine giunta a confermare ciò che, in molti, avevano ormai iniziato a dare per scontato. Netflix, in collaborazione con Sony Pictures Animation, ha ufficialmente dato il via libera alla produzione di KPop Demon Hunters 2, il sequel del film d’animazione che nel corso del 2025 ha letteralmente sfondato ogni record di visualizzazioni sulla piattaforma, trasformandosi in un fenomeno globale capace di valicare i confini del semplice intrattenimento per ragazzi. Saranno Maggie Kang e Chris Appelhans, la coppia di registi che ha firmato la paternità del primo capitolo, a tornare dietro la macchina da presa per dirigere e scrivere questa nuova avventura; la notizia, peraltro, giunge a suggellare un accordo pluriennale ed esclusivo che i due autori hanno stretto con la piattaforma di streaming, un impegno che li legherà a Netflix per sviluppare ulteriori progetti di animazione.

Un ritorno alle origini per espandere un universo narrativo

La conferma ufficiale, arrivata attraverso i canali della stessa azienda di streaming, porta con sé anche le dichiarazioni entusiaste dei due registi, i quali non hanno nascosto la propria emozione nel poter tornare a vivere in quel mondo che hanno contribuito a creare. Kang, in particolare, ha sottolineato come, in qualità di regista coreana, provi un immenso orgoglio nel vedere che il pubblico richieda a gran voce di approfondire una storia e dei personaggi così profondamente radicati nella cultura del suo paese d’origine, lasciando intendere che la mitologia costruita per il film è ancora ricca di aspetti inesplorati. Appelhans, dal canto suo, ha parlato dei personaggi come di membri di una vera e propria famiglia, di un luogo dell’anima in cui è bello tornare per scrivere un nuovo capitolo che li veda crescere e confrontarsi con sfide inedite, spingendo ancora più in là i confini di quella sintesi tra musica, animazione e narrazione che aveva costituito il punto di forza del primo lavoro.

I numeri da capogiro del primo capitolo e il successo discografico

A giustificare con abbondanza la scelta di investire su un secondo capitolo ci pensano i dati di ascolto, che dipingono il ritratto di un successo tutt’altro che effimero. KPop Demon Hunters, infatti, non solo ha scalato le classifiche globali di Netflix fino a diventare il film più visto nella storia della piattaforma, superando colossi del calibro di Squid Game, ma ha anche dato vita a un fenomeno di costume che ha tracimato dal piccolo schermo per invadere i social media e le classifiche musicali di mezzo mondo. Il brano Golden, colonna portante della colonna sonora e interpretato dalle voci di REI AMI, Audrey Nuna ed EJAE, ha raggiunto la vetta della Billboard Hot 100, conquistando un Grammy come migliore canzone scritta per un media visivo e facendo incetta di premi, tra cui un Golden Globe e un Critics Choice Award, in attesa della notte degli Oscar dove il film è candidato in due categorie. Un trionfo, quest’ultimo, che ha reso Golden la prima canzone K-pop a ottenere un Grammy, consolidando ulteriormente l’aura leggendaria che avvolge la pellicola.

La sfida produttiva e la finestra di uscita prevista per il 2029

Sul fronte della produzione, il sequel vedrà naturalmente il ritorno di Sony Pictures Animation al fianco di Netflix, in una sinergia che con il primo film ha dato prova di funzionare egregiamente. Per quanto concerne i tempi di realizzazione, la finestra di uscita indicata dagli ambienti vicini alla produzione parla del 2029, una data che, seppur lontana, appare giustificata dalla complessità del processo di animazione e dall’ambizione di voler confezionare un prodotto all’altezza delle aspettative. Bela Bajaria, chief content officer di Netflix, ha voluto sottolineare come Kang e Appelhans non si siano limitati a raggiungere il pubblico, ma abbiano letteralmente dato vita a un fandom globale che attraversa lingue, generazioni e generi musicali differenti, un patrimonio di affetto che la piattaforma intende ora coltivare e sviluppare insieme ai propri partner di Sony. Quel che è certo è che, per Rumi, Mira, Zoey e per i loro nemici-amanti della musica, l’avventura è tutt’altro che conclusa.

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