Tragedia a Caravaggio, schianto tra quattro auto sulla Rivoltana: due morti e otto feriti, tra loro due bambine di 5 e 6 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pomeriggio di sole, l’ora di pranzo di una domenica qualunque, e un tratto di strada provinciale che da un momento all’altro si trasforma in un tappeto di lamiere contorte. È accaduto intorno alle 12.30 di oggi, domenica 15 marzo, sulla provinciale 185 Rivoltana, all’altezza del ristorante Podere Montizzolo nel comune di Caravaggio, in provincia di Bergamo, dove una violentissima carambola ha visto coinvolte quattro autovetture. Un impatto la cui dinamica è ancora al vaglio della polizia stradale di Treviglio, intervenuta sul posto per i rilievi del caso insieme ai carabinieri, ma che ha già lasciato sul terreno un bilancio provvisorio drammatico e, purtroppo, destinato a restare immutato: due persone hanno perso la vita e altre otto, secondo quanto riferito dall’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), sono rimaste ferite. Un numero, quest’ultimo, che comprende anche due bambine di 5 e 6 anni, le cui condizioni, stando alle prime informazioni, non sarebbero critiche.

La furia dello scontro, la cui violenza ha sorpreso gli stessi soccorritori giunti da Bergamo e dalle valli, non ha risparmiato nessuno dei veicoli che in quel momento percorrevano la Rivoltana. In particolare, una delle auto coinvolte – una Citroen C5 a bordo della quale viaggiava un’intera famiglia – dopo essere stata tamponata o urtata da un’altra vettura, è stata letteralmente sbalzata fuori dalla carreggiata, terminando la sua corsa in un canale irriguo che costeggia la provinciale. È proprio all’interno di quell’abitacolo, parzialmente immerso nell’acqua, che i vigili del fuoco di Dalmine e Treviglio, impegnati nelle operazioni di estrazione, hanno fatto la scoperta più tragica: due dei passeggeri, un uomo di 38 anni e una donna di 73 anni, non hanno avuto scampo. L’impatto e il conseguente volo nel fosso non hanno lasciato spazio a tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario, che ne ha dovuto constatare il decesso sul posto. Si tratta, secondo le prime e ancora sommarie ricostruzioni, del padre e della nonna delle due bambine rimaste ferite, che viaggiavano sullo stesso mezzo insieme alla madre di queste ultime, la quale è rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Un nucleo familiare, dunque, devastato nello spazio di un istante.

La chiamata ai numeri di emergenza ha immediatamente fatto scattare una macchina dei soccorsi imponente e coordinata dall’Areu, con l’invio sul luogo della tragedia di quattro ambulanze, due automediche e, vista la potenziale gravità della situazione e il numero dei coinvolti, due elicotteri decollati dalle basi di Bergamo e Brescia. I sanitari hanno lavorato a lungo per stabilizzare i feriti, tra i quali, oltre ai familiari delle vittime, figurano anche gli occupanti delle altre tre vetture. Un lavoro reso complesso non solo dalla dinamica dell’incidente, ma anche dalla necessità di dover gestire il dolore e lo shock dei più piccoli, le due bambine di 5 e 6 anni, che hanno assistito a una scena di devastazione e hanno perso due figure cardine della loro vita. Tutti i feriti sono stati trasportati e distribuiti tra i vari ospedali della provincia, con codici di gravità che variano dal giallo al verde, a testimonianza di lesioni serie ma, per fortuna, non mortali.

L’ipotesi del sorpasso e i rilievi della stradale

Mentre il personale del 118 si prodigava per salvare chi era in pericolo e confortare i superstiti, gli agenti della polizia stradale di Treviglio, coadiuvati dai carabinieri della compagnia di Treviglio, hanno iniziato il complesso lavoro di rilevamento per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Le prime, caute, ipotesi investigative – basate sulle testimonianze raccolte tra i presenti e sulla posizione dei veicoli dopo l’impatto – sembrerebbero orientarsi verso una manovra di sorpasso azzardata da parte di uno dei conducenti. Secondo una prima ricostruzione, un’auto che procedeva in direzione di Mozzanica avrebbe tentato di superare la colonna di veicoli in un punto non consentito o comunque in condizioni di sicurezza non ottimali, finendo per scontrarsi violentemente con una o più vetture che sopraggiungevano nel senso opposto di marcia, innescando così la reazione a catena che ha coinvolto tutte e quattro le autovetture. Saranno ora i rilievi tecnici, la posizione dei detriti e l’analisi della scatola nera dei veicoli più moderni a confermare o meno questa pista, e ad accertare eventuali responsabilità. Quello che è certo è che il tratto della provinciale Rivoltana all’altezza del ristorante è rimasto chiuso per ore, per consentire sia le operazioni di soccorso che i minuziosi rilievi, con inevitabili ripercussioni sul traffico locale di una domenica di marzo.

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