Mircea Lucescu colpito da due infarti mentre stava per lasciare l'ospedale, l’ex ct della Romania è in terapia intensiva

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ottantunenne tecnico, che ricordiamo sulla panchine di Brescia e Inter oltre che per aver guidato la nazionale rumena in due diverse epoche, stava per varcare i cancelli dell’Ospedale Universitario di Bucarest quando il suo cuore ha ceduto una prima volta alle 9.30 del mattino. Una situazione, questa, che ha trasformato quella che doveva essere una semplice formalità burocratica in una corsa contro il tempo, resa ancora più drammatica da un secondo arresto cardiaco verificatosi alle 12.04 ora locale (le 11.04 in Italia). Lucescu, va detto, non aveva mai lasciato realmente la struttura sanitaria dopo il malore accusato dieci giorni fa durante una riunione tecnica con i calciatori, un episodio che aveva portato all’installazione di un defibrillatore sottocutaneo.

Un ricovero che sembrava risolto e invece si è trasformato in un incubo

La sua presenza in ospedale, iniziata nella tarda primavera dopo lo strano episodio di sincope avvenuto in preparazione all’amichevole con la Slovacchia, sembrava dovesse concludersi proprio oggi. I medici, che lo avevano sottoposto a un intervento mini-invasivo per regolare le frequenze cardiache, lo ritenevano pronto per il rientro a casa, tanto che alcune fonti locali lo avevano descritto muoversi autonomamente nei corridoi del reparto appena due ore prima del malore. È proprio mentre stava completando le ultime pratiche, forse dopo aver salutato i sanitari che lo avevano in cura, che il primo infarto lo ha colto del tutto impreparato, costringendo il personale a praticare la rianimazione per strapparlo nuovamente alla morte.

La condizione attuale e il lungo precedente di problemi fisici

I sanitari, che hanno emesso un bollettino nel quale si certifica la tempestività degli interventi di rianimazione, lo hanno successivamente trasferito nel reparto di Terapia Intensiva dove adesso viene monitorato costantemente. La notizia, che arriva a poche settimane dall’esonero dalla panchina della sua Romania (arrivato dopo l’eliminazione nei playoff mondiali per mano della Turchia), getta nello sconforto il mondo del calcio, specialmente quello dell’Est Europa dove l’allenatore è considerato una vera e propria istituzione. Già qualche giorno prima del doppio infarto, lo stesso Lucescu aveva dovuto saltare la trasferta di Bratislava, limitandosi a seguire i suoi ragazzi a distanza nonostante l’invito della federazione a rimanere a letto per recuperare le energie.

L’intervento al cuore e la lucidità mostrata nelle ultime interviste

Proprio in quei giorni, va ricordato, i medici dell’ateneo bucarestino gli avevano impiantato un defibrillatore interno, un interagine che avevano giudicato perfettamente riuscita ma che evidentemente non è bastata a scongiurare la crisi respiratoria e cardiaca di questa mattina. Al di là del quadro clinico, che resta riservato ma viene descritto come “estremamente complesso” dalle fonti vicine alla struttura, l’ex commissario tecnico più anziano della storia del calcio (un record, quest’ultimo, conquistato proprio durante la sua ultima, sfortunata avventura sulla panchina della nazionale) lotta quindi tra la vita e la morte in una stanza d’ospedale, circondato dai famigliari che si sono precipitati al suo capezzale non appena diffusa la notizia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.