Mircea Lucescu colpito da un doppio infarto, il tecnico 80enne è grave ma stabile in terapia intensiva a Bucarest

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ennesima, drammatica emergenza cardiaca ha stravolto quella che doveva essere una mattinata di routine ospedaliera per Mircea Lucescu, il noto allenatore rumeno di 80 anni – celebre in Italia per le panchine di Brescia, Inter, Pisa e Reggiana – la cui salute è improvvisamente precipitata nell’arco di poche ore. Ricoverato già dalla scorsa domenica nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale Universitario di Bucarest a seguito di una sincope, l’ex commissario tecnico della Romania si apprestava a ricevere le dimissioni proprio oggi, quando un primo infarto miocardico acuto, verificatosi intorno alle 9.30, ha costretto i medici a posticipare ogni progetto di rientro a casa. Non è stata però l’unica crisi: poco prima di mezzogiorno, secondo quanto riportato dalla stampa locale, si è verificato un secondo episodio, altrettanto severo, che ha richiesto l’intervento urgente del personale sanitario per stabilizzare il paziente.

Tre interventi di rianimazione e il trasferimento in terapia intensiva

La gravità della situazione è emersa con chiarezza quando, dopo i due arresti cardiaci, i sanitari hanno dovuto procedere a tre distinti interventi di rianimazione, come riferito dal sito della Gazeta Sporturilor, il principale quotidiano sportivo romeno. A quel punto, Lucescu – che molti in Italia ricordano ancora per il carattere deciso e la lunga carriera tra Est Europa e Serie A – è stato trasferito d’urgenza nel reparto di Terapia Intensiva dello stesso istituto universitario. Qui, sottoposto a trattamento cardiologico specialistico, l’allenatore versa in condizioni definite «gravi ma stabili», sebbene le fonti ufficiali non confermino la tesi del doppio infarto sostenuta invece da diversi media rumeni.

Il bollettino medico parla di stabilità, senza menzionare il secondo evento

Dall’Istituto Universitario di Bucarest è stato diffuso un bollettino medico che, pur non facendo alcun cenno esplicito a un secondo infarto, descrive il quadro clinico con termini rassicuranti sul fronte della coscienza e della collaborazione del paziente. «Il paziente – si legge nella nota – è attualmente sottoposto a trattamento cardiologico specialistico, senza nuovi elementi patologici. È stabile, cosciente e collaborativo». Una formulazione prudente, che lascia intendere come la fase più acuta dell’emergenza sia stata superata, senza però chiarire se il secondo episodio riferito dalla stampa sia stato effettivamente diagnosticato come un nuovo infarto o come una complicanza del primo. Il silenzio del bollettino su questo punto ha alimentato, inevitabilmente, un alone di cautela attorno alle reali condizioni del tecnico.

L’affetto del calcio italiano, in particolare da Brescia, e lo scenario attuale

Non stupisce, in questo quadro di incertezza clinica, l’ondata di apprensione che si è diffusa nel mondo del calcio, e in modo particolare a Brescia, dove Lucescu è ancora ricordato con grande affetto per il lavoro svolto sulla panchina delle Rondinelle. La notizia del doppio infarto, giunta nella mattinata del 3 aprile, ha trovato eco immediata anche in Italia, tra chi ne ha apprezzato la lunga carriera da allenatore – costellata di trofei in Romania, Turchia e Ucraina – e chi ne ricorda il passaggio da calciatore. Al momento, l’ex commissario tecnico della nazionale rumena rimane ricoverato in terapia intensiva, assistito da un’equipe cardiologica che ne monitora costantemente i parametri. Nessuna ulteriore comunicazione ufficiale è stata diffusa sull’evoluzione delle prossime ore, se non la conferma che le sue condizioni, pur gravi, non presentano al momento nuovi elementi patologici.

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