Checco Zalone, il buon cammino dei record termina nella neve del Pollino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'impresa, che ha dell'incredibile se si considera la rapidità con cui è stata compiuta, ha ridisegnato in meno di un mese la classifica storica del botteghino italiano: "Buen Camino", l'ultima fatica dell'attore pugliese diretta da Gennaro Nunziante, ha superato il muro dei sessantotto milioni di euro, un traguardo che gli consente di scalzare dal gradino più alto Avatar e di issarsi al primo posto per incassi complessivi. Un dato, quello dei 68.823.069 euro racimolati in appena ventiquattro giorni di programmazione – dal giorno di Natale allo scorso 18 gennaio – e oltre otto milioni e mezzo di biglietti staccati, che fotografa non solo il fenomeno Zalone ma anche la caparbia volontà del pubblico di ritrovarsi nelle sale, cercandovi intrattenimento e risate.
Un rifugio d'alta quota per celebrare l'exploit
Per assaporare un successo di tale portata, che inevitabilmente travolge la quotidianità, l'interprete ha optato per una fuga discreta verso l'Appennino, scegliendo i silenzi innevati del Parco Nazionale del Pollino come teatro per una breve pausa. Secondo quanto riportato da fonti locali, come il blog del giornalista lucano Filippo Mele, Zalone ha trascorso un'intera giornata nel comune di Rotonda, più precisamente nella zona di Piano Pedarreto, dedicandosi a lunghe passeggiate lungo i sentieri imbiancati, un "buen retiro" lontano dai riflettori che ha comunque attirato l'attenzione di residenti e turisti.
Tra fagioli "poverelli" e il calore della gente
La sua presenza, del resto, difficilmente poteva passare inosservata, trasformandosi presto in un susseguirsi di richieste di selfie e autografi, gestiti con la consueta disponibilità. La celebrazione del record si è concretizzata, in maniera informale e genuina, attraverso i sapori del territorio: il pranzo che ha coronato la giornata, infatti, ha visto protagonisti assoluti i prodotti d'eccellenza di quelle terre, a partire dal fagiolo bianco "poverello" e dalla melanzana rossa, entrambi a denominazione di origine protetta, senza dimenticare il peperone crusco, vero e proprio simbolo della gastronomia lucana. Una scelta, quella dei piatti tipici, che sembra riflettere la cifra stilistica dello stesso artista, sempre in equilibrio tra il popolare e l'autentico.
Un binomio vincente che parla al Paese
Il risultato al box office, peraltro, conferma la solidità del sodalizio artistico con il regista Nunziante e la straordinaria capacità di Zalone di intercettare, film dopo film, lo spirito del tempo e le corde più intime del pubblico nazionale, costruendo narrazioni che, pur nella loro comicità, finiscono per diventare fenomeni sociali di ampia risonanza. Il "buen cammino" della pellicola, dunque, non è solo una metafora legata alla trama ma diventa il percorso stesso di un successo che, partito dalle sale, ha trovato il suo momento di quiete contemplativa tra le vette innevate del sud, lontano dal clamore ma a stretto contatto con quella provincia italiana che spesso costituisce il cuore pulsante dei suoi racconti.




