Il buen retiro di Checco Zalone, dopo il record del Buen Camino, è sulle vette innevate del Pollino

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre i dati di botteghino, che ne certificano il primato storico, continuano a rimbalzare tra le cronache dello spettacolo, Checco Zalone ha scelto il silenzio dei monti. L’attore e regista, la cui ultima fatica cinematografica “Buen Camino” ha infatti superato, con un incasso di 68.823.069 euro in ventiquattro giorni, il record nazionale che apparteneva ad “Avatar”, ha trascorso una giornata tra i sentieri del Parco Nazionale del Pollino. Una scelta, quella di un rifugio in alta quota, che pare in linea con lo spirito del film campione d’incassi, il cui Titolo evoca per l’appunto il cammino. A riferire della sua presenza nell’area protetta, tra passeggiate nella neve e momenti di riposo, è stato il blog del giornalista lucano Filippo Mele, dando così involontariamente al divo pugliese anche un ruolo di testimonial, seppur informale, per le bellezze naturali di quelle zone.

Una corsa al botteghino senza precedenti

Il sorpasso, avvenuto in tempi rapidissimi se si considera che la programmazione è partita il giorno di Natale, rappresenta un caso senza eguali nella storia del cinema italiano. “Buen Camino”, diretto come di consueto da Gennaro Nunziante, ha infatti totalizzato oltre otto milioni e mezzo di presenze, numeri che danno la misura di un fenomeno sociale oltre che cinematografico. Quel che colpisce, al di là dell’entità della cifra, è la capacità di attrarre un pubblico vastissimo in un arco di tempo così concentrato, dimostrando una forza traino che ha pochi termini di paragone. Un successo, il suo, che ha ridisegnato la classifica dei film più visti di sempre nel paese, relegando al secondo posto il kolossal di fantascienza di James Cameron.

Tra cinema e natura, il fascino discreto del Pollino

La fugace apparizione di Zalone nel Parco del Pollino, se da un lato ha solleticato l’interesse di residenti e curiosi, dall’altro ha riportato i riflettori su un territorio noto per i suoi paesaggi aspri e maestosi. Senza alcun clamore, l’artista ha optato per una pausa lontano dai riflettori, immergendosi in quel contesto naturale che, per molti versi, sembra contrapporsi al ritmo frenetico delle sale e dei grandi incassi. La sua visita, per quanto privata, assume quasi il sapore di un gesto simbolico: una volta conquistato l’Olimpo del botteghino, la ricerca di uno spazio di quiete diventa quasi una necessità. Il Pollino, con i suoi boschi e le sue vette, ha offerto proprio questo: un buen retiro, per l’appunto, dopo l’affannoso e trionfale camino compiuto nelle sale.

Il dato che consolida un fenomeno ricorrente

Quello raggiunto da “Buen Camino” non è un traguardo isolato nella carriera dell’interprete, bensì l’apice di un rapporto consolidato e straordinariamente prolifico con il pubblico italiano. Ogni sua nuova opera, negli anni, è stata accolta da un’ondata di consensi che spesso si è tradotta in record di incasso, seppur mai di questa portata assoluta. Il meccanismo, che si ripete ormai da tempo, si basa su una commistione di generi e su una comicità immediata ma al tempo stesso capace di toccare temi sensibili, il che spiega in parte la straordinaria partecipazione di spettatori di ogni età. Il risultato economico, del resto, è la cifra più tangibile di un legame così solido, che trasforma ogni uscita in un evento nazionale, un appuntamento atteso e poi discusso ben oltre le mura del cinema.

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