Borse europee in rosso, vendite sui titoli di Stato: pesano banche centrali e Medio Oriente
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Redazione Economia
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Le principali Borse europee hanno chiuso la seduta del 18 settembre 2026 in netto ribasso, appesantite dalle nuove indicazioni arrivate dalle banche centrali sulla politica monetaria e dai timori legati al conflitto in Medio Oriente. A pesare sono state anche le vendite sui titoli di Stato, con un rialzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari che ha alimentato la volatilità nel giorno delle quattro streghe, la scadenza contemporanea di futures e opzioni.
Francoforte ha ceduto l'1,6%, Parigi e Londra hanno perso rispettivamente l'1,49% e l'1,45%. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato la giornata con una flessione dell'1,60%, attestandosi a 51.545 punti. Nel complesso, il quadro continentale è stato caratterizzato da vendite diffuse, in linea con la debolezza mostrata dai mercati americani.
Il listino principale di Milano è stato appesantito in particolare dal comparto bancario e da quello assicurativo, due settori che hanno un peso rilevante nell'indice. Tra le banche sono emerse numerose vendite su UniCredit, che ha chiuso in ribasso del 3%. In calo anche Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Bper Banca e Monte dei Paschi di Siena. Debole anche il settore assicurativo, con Unipol e Generali in flessione. Fra i singoli titoli spicca la seduta negativa di Stellantis, che ha registrato un netto ribasso del 5,2%, risultando tra i peggiori del listino.
L'aumento del prezzo del gas ha inciso sull'andamento delle utility, con Hera, A2A ed Enel tutte in territorio negativo. In controtendenza i tecnologici, che hanno beneficiato dell'outlook rassicurante di Nvidia sulla domanda di chip legata all'intelligenza artificiale: Stm ha guadagnato il 2,3%.
Sul mercato obbligazionario si è registrato un rialzo generalizzato dei rendimenti. Il Btp decennale ha visto il proprio rendimento salire al 4,43%, con un aumento di 9 punti base, mentre il Bund tedesco si è portato al 3,51%. Lo spread Btp-Bund ha chiuso a 91 punti base. La pressione ha coinvolto anche il debito sovrano francese, il cui differenziale con il Bund ha superato quota 100 punti base per la prima volta dal 2012.
Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, «dopo il parziale recupero di ieri, tornano a prevalere le vendite sul mercato secondario dei titoli di Stato, con il mercato che cerca di allineare le quotazioni di mercato alle indicazioni arrivate dalle principali banche centrali nelle recenti riunioni», un aumento dei rendimenti accompagnato anche da un allargamento dei differenziali di rendimento all'interno dell'Eurozona che vede penalizzati i BTP rispetto ai Bund.
L'andamento delle Borse europee si inserisce in un contesto segnato dalle decisioni delle principali banche centrali. Il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, la conferma dello status quo da parte della Bank of England e la stretta della Bank of Japan hanno contribuito ad alimentare l'incertezza sui mercati. A ciò si aggiungono i timori legati al conflitto in Medio Oriente, che alimentano il rischio di una nuova fiammata dell'inflazione a causa dell'andamento dei prezzi dell'energia.
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