The Italian Sea Group, Kepler Cheuvreux taglia il rating a “Reduce” dopo il profit warning e l’iniezione di capitale da 25 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La raffica di cattive notizie che ha investito The Italian Sea Group, il gruppo nautico di Marina di Carrara guidato da Giovanni Costantino, ha spinto gli analisti di Kepler Cheuvreux a rivedere drasticamente il proprio giudizio sul Titolo, quotato sull’Euronext Star Milan. Gli esperti hanno infatti comunicato un declassamento a “Reduce”, accompagnato da un prezzo obiettivo fissato a 3,70 euro, mossa che arriva all’indomani dell’annuncio, da parte della società, di un immediato intervento di rafforzamento finanziario. La decisione, secondo quanto si legge nel report diffuso agli investitori, è motivata principalmente dal rallentamento nell’acquisizione di nuovi ordini, fenomeno che avrebbe caratterizzato buona parte del 2024 e l’inizio del 2025, con il concreto rischio che questa flessione si traduca in minori ricavi, con effetti che potrebbero riverberarsi negativamente anche sull’esercizio del 2026. La reazione del mercato, va detto, non si è fatta attendere: il titolo ha subito un crollo verticale, superando il 35% di deprezzamento in una sola seduta.

L’emersione di extra budget e la mossa di Costantino

Il Consiglio di Amministrazione della società, riunitosi d’urgenza, ha ufficializzato nella serata di ieri l’esistenza di una situazione di squilibrio finanziario, emersa a seguito della rilevazione di extra budget nella maggioranza delle commesse attualmente in corso di lavorazione. Questi sforamenti, si legge nella nota ufficiale, hanno avuto un impatto diretto e negativo sulla posizione di cassa, erodendo la marginalità operativa proprio mentre l’azienda era chiamata a sostenere i costi di produzione per portare a termine i progetti. Per far fronte a questa contingenza, l’azionista di maggioranza, GC Holding – società nella quali l’amministratore delegato Giovanni Costantino detiene il controllo totalitario – ha deliberato un finanziamento soci di 25 milioni di euro, una somma che verrà erogata in un’unica soluzione e che la capogruppo, nelle more del rafforzamento patrimoniale, rimborserà entro la fine del 2032. È stato precisato, inoltre, che questo credito sarà postergato rispetto alle ragioni del pool di banche finanziatrici, un dettaglio non secondario che lascia intendere la volontà di non alterare gli equilibri con gli istituti di credito già coinvolti.

Le difficoltà operative e le misure correttive

La situazione, va sottolineato, non si limita a un mero problema di liquidità. Il cantiere toscano, che opera con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, si trova a dover fare i conti con una fase operativa complessa, tanto che il Cda ha annunciato l’avvio di un audit indipendente e approfondito per scandagliare le cause di questi extra costi, affidando l’incarico a una primaria società di revisione. Parallelamente, si lavorerà allo sviluppo di un piano più strutturato per il rafforzamento patrimoniale, che preveda necessariamente un dialogo costante con gli istituti finanziari. A peggiorare il quadro, e a gettare un’ombra sulla tenuta sociale, si aggiungono le segnalazioni arrivate dai sindacati territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil: i lavoratori, circa 500 dipendenti diretti, non avrebbero ricevuto la mensilità corrente, il cui pagamento era previsto per il giorno 10, e mancherebbero all’appello anche i buoni pasto da due mesi, oltre a ritardi nei versamenti del Tfr e della sanità integrativa che, in alcuni casi, arriverebbero a toccare i dodici mesi.

La battaglia legale per il caso Bayesian

Questa bufera finanziaria, peraltro, si innesta in un contesto già reso incandescente dalle conseguenze del naufragio del Bayesian, avvenuto nell’agosto del 2024. La società guidata da Costantino, lo ricordiamo, ha avviato una richiesta di danni da 456 milioni di euro nei confronti di Angela Bacares Lynch, vedova dell’armatore Mike Lynch e proprietaria di Revtom, la società a cui faceva capo l’imbarcazione. L’azione legale, depositata presso il tribunale di Termini Imerese, contesta la gestione dell’equipaggio e della controllante, ritenuti responsabili del disastro, e lamenta un tracollo delle vendite, in particolare per il marchio Perini Navi, che avrebbe visto azzerarsi l’interesse della clientela proprio in seguito alla cattiva pubblicità derivata dall’affondamento. Una situazione, questa, che aggiunge ulteriore pressione su un gruppo già alle prese con le difficoltà produttive e finanziarie emerse in queste ore.

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