Claudio Ranieri e la Roma: una protesta che unisce tifosi e proprietà

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Claudio Ranieri, in un solo gesto, ha saputo riconquistare la fiducia di gran parte della tifoseria della Roma, che dopo le sue dichiarazioni nella conferenza stampa pre-Milano aveva mostrato qualche perplessità. In quell’occasione, l’allenatore aveva parlato della necessità di rinviare il sogno di ricostruire una squadra competitiva, lasciando trapelare un velo di rassegnazione. Ma ieri, in Portogallo, il suo atteggiamento è cambiato radicalmente, al punto da ricordare José Mourinho, l’ex tecnico che aveva fatto della difesa a oltranza dei giallorossi una bandiera.

Ranieri, contestando apertamente l’arbitro Rosetti e le decisioni arbitrali durante la partita contro il Porto, ha colmato un vuoto che durava da quasi due anni. Un vuoto che risaliva alla finale di Budapest, quando la Roma, sotto la guida di Mourinho, aveva perso la battaglia contro il Siviglia e l’arbitro Taylor, sentendosi abbandonata dalle istituzioni calcistiche. Questa volta, però, Ranieri non è rimasto solo. La sua protesta, che ha portato alla diffusione sui social del soprannome 'José Ranieri', ha trovato il sostegno non solo dei tifosi, ma anche della proprietà.

I Friedkin, da tempo silenziosi di fronte alle polemiche arbitrali, hanno deciso di rompere gli indugi. Dopo l’ennesima direzione di gara contestata, la Roma ha annunciato l’invio di una lettera all’Uefa per denunciare le situazioni che, secondo il club, hanno penalizzato la squadra negli ultimi anni. Tra queste, spicca ovviamente l’arbitraggio di Taylor nella finale di Europa League del 2023, ma anche l’uso indiscriminato dei cartellini gialli durante la partita di Oporto, che costringerà Ranieri a rinunciare a Cristante e Saelemaekers nel ritorno.

La decisione dei Friedkin di appoggiare pubblicamente l’allenatore rappresenta un cambio di passo netto rispetto al passato. Dan e Ryan, i proprietari del club, hanno scelto di adottare un atteggiamento più combattivo, dimostrando di voler difendere gli interessi della squadra anche a livello istituzionale. Questo nuovo approccio, che ha sorpreso l’Uefa, potrebbe avere ripercussioni importanti, soprattutto in vista di un eventuale ottavo di finale contro la Lazio o l’Athletic Bilbao, dove il rischio di dover giocare con una formazione decimata è concreto.

Intanto, l’Uefa ha cercato di chiarire la situazione contattando direttamente Trigoria, ma la Roma non sembra intenzionata a fare marcia indietro. La lettera, che elenca le numerose contestazioni dei giallorossi, rappresenta un atto di sfida senza precedenti, destinato a riaccendere il dibattito sul ruolo degli arbitri e sulle dinamiche che spesso sembrano penalizzare le squadre italiane nelle competizioni europee.

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