"Go home": la protesta dei tifosi del Milan contro la proprietà americana

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una gigantesca scritta bianca e rossa, "Go Home", ha dominato gli spalti di San Siro prima del match tra Milan e Monza, ultima giornata di Serie A. La Curva Sud, da tempo in fibrillazione, ha lanciato un messaggio inequivocabile al fondo RedBird di Gerry Cardinale, accusato di aver gestito con scarsa lungimiranza una stagione fallimentare. Non è bastato il secondo posto in campionato a placare il malcontento, che si è trasformato in una contestazione organizzata, con cori e striscioni contro la dirigenza.

Dopo appena 18 minuti di gioco, gran parte dei tifosi ha abbandonato le tribune, riversandosi all’esterno dello stadio, dove la protesta è proseguita con toni ancora più duri. Tra gli slogan, rivolti soprattutto a Cardinale e all’amministratore delegato Giorgio Furlani, spiccavano inviti a "vendere il club" e a "tornare oltreoceano". Due nuovi striscioni, esposti nei pressi degli ingressi, hanno ribadito la sfiducia verso una proprietà considerata distante dalle radici del Milan.

Tra i simboli della contestazione, il nome di Paolo Maldini è tornato più volte a risuonare. Un tifoso, nel primo anello rosso, ha sventolato la maglia dell’ex capitano in direzione della tribuna d’onore, scatenando gli applausi degli altri sostenitori. Un gesto che ha sottolineato il legame ancora vivo con una figura storica del club, la cui eredità sembra contrapporsi all’attuale gestione.

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