Nona notte di attacchi Usa contro l’Iran, Trump: “Colpito duramente in onore dei soldati caduti”. Teheran rivendica il sabotaggio di due petroliere a Hormuz
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Redazione Esteri
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Per la nona notte consecutiva, gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, colpendo quella che il Comando centrale americano (Centcom) ha definito una serie di obiettivi militari strategici. Tra le località interessate dai raid, secondo quanto riportato dai media iraniani, figurano le città di Sirik, Jask, Tabriz e Chabahar, mentre il Pentagono ha confermato che le operazioni erano mirate a degradare le capacità di difesa aerea, i sistemi di sorveglianza costiera e le infrastrutture marittime della Repubblica Islamica.
L’offensiva, giunta alla nona serata consecutiva, rappresenta un'escalation significativa nel confronto tra Washington e Teheran, che prosegue nonostante le interlocuzioni delle scorse settimane e il fragile cessate il fuoco ormai ampiamente superato dagli eventi.
La dichiarazione di Trump e il tributo ai militari caduti
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha giustificato la prosecuzione dei bombardamenti definendoli un atto dovuto alla memoria dei soldati americani recentemente caduti in azione. "Questa sera abbiamo colpito duramente l'Iran in onore dei soldati caduti", ha dichiarato Trump ai giornalisti al suo rientro a Washington, riferendosi alle vittime dell'attacco iraniano in Giordania, e precisando che si tratterebbe di "due, forse tre" militari statunitensi.
Il presidente ha ribadito la fermezza della sua amministrazione, affermando che per ogni soldato americano ucciso, l'Iran "pagherà molte volte" e che la sua direttiva è stata trasmessa ai vertici militari, tra cui il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff.
Nonostante le sue dichiarazioni, in cui ha sostenuto che l'Iran "è stato sconfitto" e che "la guerra è vinta", la continua intensificazione degli attacchi lascia trasparire una crescente complessità nella gestione del dossier da parte dell'amministrazione statunitense, che ha nel frattempo rinnovato l'appello ai partner europei per un maggiore impegno militare nella regione.
L’escalation nello Stretto di Hormuz e le rivendicazioni di Teheran
In un contesto di crescente tensione, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha rivendicato un'azione diretta contro il traffico marittimo, dichiarando di aver fatto esplodere due petroliere mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dalla tv di Stato e dall'agenzia Tasnim, le navi sarebbero state intercettate e fatte saltare in aria per aver tentato di percorrere la rotta "senza l'autorizzazione" di Teheran, segnando un passaggio dal blocco navale a un'attività di sabotaggio diretto delle imbarcazioni in transito.
I Pasdaran hanno inoltre affermato di aver condotto attacchi con droni contro installazioni militari statunitensi in Kuwait, colpendo in particolare la base aerea di Ali Al Salem, dove avrebbero distrutto un sistema radar e incendiato un hangar contenente droni MQ-9, e di aver preso di mira aerei americani sull'aeroporto di Aqaba in Giordania. Le autorità del Bahrein hanno attivato le sirene d'allarme in risposta alla minaccia, esortando la popolazione a mantenere la calma e a rifugiarsi nei luoghi sicuri.
L’obiettivo strategico del Centcom e il contesto regionale
Secondo quanto comunicato dal Centcom, la nona ondata di attacchi aveva l'obiettivo dichiarato di "ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare le navi commerciali e i marittimi civili in transito nello Stretto di Hormuz". Le forze statunitensi hanno preso di mira centri di comando militari, postazioni di difesa aerea, basi di lancio di missili e droni, nonché reti di comunicazione, per indebolire la capacità operativa di Teheran nella regione.
Lo scontro si intensifica mentre gli Stati Uniti cercano di proteggere le rotte marittime vitali per il commercio globale, e il segretario di Stato Marco Rubio ha invitato gli alleati a contribuire maggiormente all'onere della sicurezza, sottolineando che l'Iran sta utilizzando lo Stretto come una leva contro il resto del mondo. In parallelo, il segretario di Stato americano ha espresso l'intenzione di estendere le sanzioni economiche contro la Russia anche all'Iran, in un tentativo di aumentare la pressione internazionale sul regime di Teheran.




