Vaccini, 27 mila firme a sostegno di Schillaci: "Sciogliere il comitato, i due membri no vax non sono una sua scelta"
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Redazione Salute
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Mentre il dibattito sul Nitag, il comitato tecnico consultivo del ministero della Salute, continua a infiammare il confronto pubblico, oltre 27 mila professionisti della sanità privata accreditata hanno deciso di schierarsi al fianco del ministro Orazio Schillaci. A guidare la mobilitazione è Mariastella Giorlandino, presidente dell’Unione Nazionale Ambulatori e di Fondazione Artemisia, che sottolinea come la scelta di inserire due membri ritenuti critici verso i vaccini – Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle – non possa essere attribuita al ministro. «Crediamo nelle sue qualità scientifiche», afferma, «e sosteniamo la sua volontà di sciogliere il comitato».
La questione, esplosa dopo le proteste di società scientifiche e accademici – tra cui il Nobel Giorgio Parisi e il farmacologo Silvio Garattini – ha riacceso un conflitto mai sopito tra scienza e scetticismo. Se da un lato Schillaci ha annunciato la revoca del Nitag, dall’altro la polemica ha travalicato i confini istituzionali, riflettendosi in un dibattito pubblico spesso condotto su basi emotive più che fattuali. Le testimonianze aneddotiche, che spaziano dai presunti effetti collaterali alle teorie complottiste, hanno riempito social e discussioni, dimostrando quanto il tema resti polarizzante.
La posizione del ministro, che ha definito «inaccettabile» l’equiparazione tra dissenso scientifico e posizioni no vax, non ha placato le critiche. La revoca del comitato appare ormai inevitabile, ma il nodo centrale rimane la composizione di un nuovo organismo, che dovrà conciliare rigore metodologico e trasparenza. Intanto, la sanità privata accreditata, definita da Giorlandino «vero erogatore pubblico», prova a spezzare una lancia a favore di Schillaci, ricordando che le nomine contestate risalgono a una procedura precedente al suo mandato.




