Schillaci e la commissione vaccini, bufera nella maggioranza

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il ministro della Salute Orazio Schillaci si trova al centro di un acceso dibattito, scatenato dalla sua decisione di azzerare la neonata commissione sui vaccini. La mossa, interpretata da molti come un repentino dietrofront, è giunta a seguito delle polemiche sollevate dalla presenza, all’interno del comitato, di due professionisti noti per posizioni critiche verso le vaccinazioni, definiti in ambito politico e giornalistico come “no vax”.

Secondo quanto riportato da voci non ufficiali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sebbene impegnata su fronti internazionali di rilievo, avrebbe manifestato un certo fastidio per l’accaduto. La reazione della maggioranza, in particolare di Fratelli d’Italia e Lega, è stata particolarmente dura, con una vera e propria campagna di comunicazione contro lo stesso ministro, colpevole di aver “silurato” l’organismo prima ancora che iniziasse i suoi lavori.

La scelta di Schillaci è stata difesa a spada tratta da alcuni, come il dottor Papetti, che in una lettera al direttore ha parlato di “oscurantismo scientifico” e di una pericolosa tendenza a “silenziare chiunque abbia un'idea diversa”, attribuendo le critiche alle pressioni di una parte del mondo scientifico legata alle case farmaceutiche. Secondo questa visione, la presenza di voci eterodosse in una commissione di venti membri non costituirebbe una minaccia, bensì un arricchimento del dibattito, necessario in una democrazia.

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