Caro Schillaci, da inutile a dannoso: il caos vaccini e lo scontro nel governo

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci di azzerare con un decreto il Nitag, il gruppo tecnico che supporta le scelte sulle politiche vaccinali, ha scatenato un putiferio politico e mediatico. Non solo per la mossa in sé, ma perché all’interno del comitato figuravano due esperti accusati di posizioni anti-vacciniste e pro omeopatia, un dettaglio che ha riacceso polemiche mai sopite.

Schillaci, che si è difeso affermando di aver agito «da medico e ricercatore», ha ribadito la sua fiducia nei vaccini, sottolineando di aver seguito soltanto la propria coscienza. Ma le reazioni non si sono fatte attendere: da Palazzo Chigi è arrivata una secca presa di distanze, con un chiaro riferimento alla mancata concertazione della decisione. «Crediamo nel pluralismo», hanno fatto sapere fonti vicine al presidente del Consiglio, lasciando trapelare un certo fastidio per l’autonomia dimostrata dal ministro.

Nonostante le tensioni iniziali, però, lo scontro sembra essersi rapidamente smorzato. Nel centrodestra, dopo le prime esternazioni, non si registrano ulteriori escalation, segno che la questione potrebbe rientrare almeno temporaneamente. Ma il danno d’immagine per Schillaci, già criticato in passato per una gestione giudicata poco incisiva, rischia di essere duraturo.

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