Spallate nella maggioranza sulla questione vaccini, mentre Rampelli chiude la partita: «Schillaci non si tocca»
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Redazione Interno
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La frattura all’interno della coalizione di governo si approfondisce, giorno dopo giorno, dopo la decisione del ministro della Salute Orazio Schillaci di sciogliere il comitato tecnico-scientifico, il Nitag, che includeva anche voci critiche rispetto all’obbligo vaccinale. Una mossa, questa, che ha fatto emergere con forza le divergenze – peraltro mai celate del tutto – tra Forza Italia, schierata a favore della vaccinazione obbligatoria, e la Lega, che invece vi si oppone con determinazione, lasciando Fratelli d’Italia nel ruolo di mediatore, seppur con posizioni non sempre univoche.
Proprio da parte leghista arrivano le pressioni più dure, mentre da Fi giungono richieste di chiarezza, in un braccio di ferro che rischia di indebolire l’autorevolezza dell’esecutivo su un tema di salute pubblica così sensibile. Di altro avviso è l’esperto Francesco Vaia, già direttore generale dello Spallanzani, il quale ha definito le polemiche scatenatesi attorno allo scioglimento del comitato «una tempesta in un bicchiere d’acqua», aggiungendo che affronterà la questione, tra “cattiva comunicazione e allarmismi”, in una prossima trasmissione televisiva.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le parole della pentastellata Mariolina Castellone, la quale ha attaccato senza mezzi termini la maggioranza, colpevole di offrire «l’ennesimo spettacolo indecoroso» ed essere «spaccata su tutto, perfino sui temi di salute pubblica». Una situazione che, a suo dire, mette a rischio la tutela dei cittadini e costringe il ministro a subire le pressioni di chi «strizza l’occhio ai no vax».




