Borse: l'Europa frena ma Milano macina un nuovo record
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Redazione Economia
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Le borse europee, dopo un avvio incoraggiante allineato ai futures statunitensi e al recupero dei mercati asiatici, hanno sostanzialmente chiuso la seduta del 3 febbraio in territorio negativo, mostrando una friabilità che contrasta con l'ottimismo dei listini d'Oriente, i quali avevano beneficiato del rally dei titoli legati all'intelligenza artificiale e, non da ultimo, dell'accordo commerciale siglato tra gli Stati Uniti, ora guidati nuovamente dal presidente Donald Trump, e l'India, il quale ha alleviato alcune preoccupazioni sui dazi.
Il peso specifico del tech americano
La performance complessiva del Vecchio Continente, che si è rivelata particolarmente volatile, è stata influenzata in maniera decisiva dall'andamento altalenante del settore tecnologico a Wall Street. Il Nasdaq, infatti, è rimasto in rosso nonostante i brillanti conti trimestrali di Palantir, la cui previsione di ricavi in crescita del 61% ha comunque garantito un rimbalzo del Titolo; a oscurare il quadro è stato il vero e proprio crollo di PayPal, che in seguito alla deludente prova dei conti e all'annuncio di un imminente avvicendamento al vertice ha perso quasi un quinto del suo valore, trascinando nel suo vortice anche il comparto europeo dei pagamenti digitali.
Il caso isolato e robusto di Piazza Affari
In questo contesto generalizzato di incertezza, Piazza Affari ha rappresentato un'eccezione particolarmente vigorosa, chiudendo la giornata con un rialzo dello 0,90% e toccando massimi che non si vedevano dal dicembre del 2000. La spinta è arrivata principalmente dal settore bancario, i cui titoli hanno mostrato una tenacia in netto contrasto con le debolezze registrate nelle altre principali piazze finanziarie del continente, prima fra tutte Londra. Parallelamente, il mercato dei titoli di Stato ha offerto un segnale di forte fiducia, come dimostrato dal collocamento del Btp a 15 anni che, sindacato da un gruppo di istituti di credito, ha raccolto ordini per oltre 157 miliardi di euro a fronte di un'emissione di appena 14.
Dinamiche settoriali e riflessi immediati
L'onda d'urto del tracollo di PayPal si è riverberata con immediatezza in Europa, dove operatori come Nexi hanno registrato perdite significative, attestandosi su un calo del 4,9% a Milano, a testimonianza di quanto l'interconnessione dei mercati renda gli shock settoriali rapidamente globali. Altrove, l'attenzione degli investitori si è spostata su asset rifugio tradizionali, favoriti dalla ritrovata volatilità, con l'oro che ha approfittato della situazione per consolidare un rimbalzo dopo fasi di stanca.




