Stellantis valuta un utilizzo esteso della tecnologia cinese di Leapmotor per Fiat, Opel e Peugeot

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel quadro di una ristrutturazione profonda, che ha portato a scrivere in rosso perdite per 22,3 miliardi di euro, Stellantis sta seriamente considerando l’ipotesi di attingere a piene mani dal portafoglio tecnologico del proprio socio cinese, Leapmotor, per alimentare la prossima generazione di veicoli elettrici dei suoi marchi europei di volume, ovvero Fiat, Opel e Peugeot. L’indiscrezione, rilanciata nelle ultime ore da Bloomberg e ripresa da diverse testate specializzate, parla di una trattativa in una fase ancora embrionale ma con un obiettivo chiaro: chiudere un accordo entro la fine dell’anno per espandere la portata della joint venture già esistente, Leapmotor International, e consentire al gruppo guidato da Antonio Filosa di accedere a sistemi di batterie e propulsori elettrici avanzati senza doverne sostenere integralmente i costi di sviluppo -1-4. Sarebbe, se confermato, un vero e proprio cambio di paradigma, considerando che per decenni il flusso del know-how è andato dall’Occidente verso l’Oriente, mentre ora la necessità di contenere i prezzi e restare competitivi sul mercato di massa impone scelte che fino a ieri sarebbero state impensabili.

L’intreccio tra le perdite record e la necessità di piattaforme concorrenziali

Il contesto in cui matura questa riflessione strategica è quello di un’industria automobilistica europea messa sotto pressione dalla rapida ascesa dei competitor cinesi, capaci di portare sul mercato modelli in tempi dimezzati rispetto alla concorrenza. Stellantis, dal canto suo, si trova a dover razionalizzare gli investimenti dopo aver registrato dati di bilancio pesantissimi, con svalutazioni che hanno superato i 22 miliardi di euro, un colpo dovuto anche a una precedente sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica e alla conseguente necessità di riallineare l’offerta, tornando persino a produrre motori diesel su modelli come Peugeot 308 e Opel Astra -1. In questo scenario, l’utilizzo delle architetture Leapmotor, sviluppate in Cina con cicli di innovazione più rapidi e costi inferiori, rappresenterebbe una scorciatoia industriale per difendere i margini sui modelli a batteria, i più esposti alla guerra dei prezzi innescata proprio dai costruttori asiatici.

Il nodo normativo e la produzione europea dei modelli cinesi

Affidare il cuore tecnologico di Fiat, Opel e Peugeot a un partner cinese non è però una partita semplice sul piano regolatorio. Le discussioni in corso dovranno fare i conti con le stringenti normative sulla protezione dei dati, visto che si parlerebbe di integrare non solo piattaforme ma anche software e sistemi di infotainment sviluppati a Hangzhou. A complicare il quadro ci sono anche le restrizioni statunitensi, che a partire dal 2027 metteranno al bando l’importazione e la vendita di veicoli connessi che utilizzino tecnologie legate a Cina o Russia, un aspetto tutt’altro secondario per un gruppo con un peso enorme anche sul mercato nordamericano -1-4. Parallelamente, però, Stellantis sta gettando le basi per una produzione sempre più radicata in Europa: la nuova Leapmotor B03X, un crossover compatto già svelato in Cina come A10 e presentato in Europa al Salone di Bruxelles a gennaio, dovrebbe essere assemblata proprio nello stabilimento spagnolo di Figueruelas (Zaragoza), dove è in fase di realizzazione anche una gigafactory da 4,1 miliardi in joint venture con CATL per la produzione di batterie -1-3. Un paradosso solo apparente, questo, perché se da un lato la tecnologia arriva dalla Cina, dall’altro la manifattura e l’indotto restano sul Vecchio Continente.

I dettagli della B03X, primo cavallo di Troia per la tecnologia Leapmotor

Mentre i vertici discutono del futuro allargamento della partnership, la macchina operativa si muove già spedita. La Leapmotor B03X, destinata a diventare il primo banco di prova su larga scala della strategia comune, si propone come un’alternativa economica nel segmento B-SUV, con una lunghezza di circa 4,27 metri e un passo che promette buona abitabilità -8. Il modello monterà batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) in due tagli, da 40 e 53 kWh, con un’autonomia dichiarata nel ciclo cinese CLTC fino a 505 km per la versione più capiente, destinata a ridursi secondo il più realistico ciclo WLTP a circa 400 km -3-8. I dati tecnici diffusi dal ministero cinese parlano anche di una potenza di 122 cavalli, non certo entusiasmante ma in linea con l’utilizzo urbano, e di una capacità di ricarica rapida che, secondo le prime indicazioni, potrebbe fermare il cronometro su tempi molto competitivi, con un passaggio dal 30 all’80 per cento in circa 16 minuti -8. Il prezzo, che in Cina parte da meno di 13.000 euro, in Europa dovrebbe attestarsi sotto i 25.000 euro, una soglia psicologica fondamentale per intercettare la domanda di mobilità pulita a costi accessibili -1-9.

La trasformazione del ruolo di Stellantis da distributore a utilizzatore

Finora il ruolo di Stellantis nei confronti di Leapmotor era stato essenzialmente quello di azionista di maggioranza (con il 51% della joint venture) e di distributore, mettendo a disposizione la propria rete commerciale per far circolare in Europa modelli come la citycar T03 e il SUV C10. L’evoluzione delle trattative, se portata a compimento, ribalterebbe questa dinamica, trasformando il gruppo italo-francese in un utilizzatore diretto della tecnologia cinese per i propri marchi storici. Un cambio di passo che solleva inevitabili interrogativi sul futuro delle piattaforme native del gruppo, come le STLA Small, Medium e Smart Car, attualmente alla base di modelli quali Fiat 500e, Peugeot e-208 e Opel Corsa-e -2. La sensazione, confermata del resto dalle dichiarazioni dello stesso amministratore delegato Antonio Filosa, è che la collaborazione tecnica con Leapmotor venga vista come una leva per migliorare la competitività nel settore dei veicoli elettrici, colmando più rapidamente il divario accumulato rispetto ai costruttori cinesi e a rivali europei come Volkswagen e Renault, che pure stanno accelerando sulle alleanze con l’Asia -5-6.

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