Mondiale decisivo per Brahim Diaz, la Juventus lo osserva e sogna il colpo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Miglior marcatore e miglior giocatore dell'ultima Coppa d'Africa, vinta tra le polemiche e a tavolino, un biglietto da visita che per presentarsi ai Mondiali è quantomeno di tutto rispetto, e che però rappresenta solo il punto di partenza per un calciatore che ha davanti a sé un mese decisivo per il proprio futuro. Brahim Diaz, stella dei Leoni dell'Atlante e trequartista del Real Madrid, è atteso a una spedizione nordamericana che potrebbe cambiare le sorti della sua carriera, con la Juventus che lo osserva da vicino nella speranza di poterlo strappare alla Casa Blanca.

Il numero 10 del Marocco, che ha scelto di rappresentare la nazionale africana nonostante le origini spagnole, è finito nel mirino del club bianconero che, forte del nuovo corso targato Giovanni Carnevali, ha deciso di investire risorse e diplomazia per portarlo a Torino.

La missione juventina e il pressing su Carnevali

Appena concluso il nuovo piano strategico dell'area sportiva, il neoeletto amministratore delegato e direttore generale della Juventus, Giovanni Carnevali, ha dato mandato di inviare una delegazione del club nel Nord America per tenere sotto stretto controllo i profili che saranno al centro del mercato estivo, e in cima a quella lista c'è proprio il fantasista del Real Madrid.

La presenza della dirigenza juventina al Mondiale, che si terrà tra Stati Uniti, Canada e Messico, non è un caso isolato ma una missione ben precisa, volta a sondare il terreno per un colpo che Luciano Spalletti, il tecnico toscano, considera prioritario per alzare il tasso tecnico della sua squadra. È lui, del resto, quel giocatore che manca alla manovra della Vecchia Signora, colui che sa gestire con personalità il pallone nel traffico degli ultimi venti metri e trovare, nel contempo, strade per l'ultimo passaggio dove gli altri vedono solo dei muri.

La Juventus, che lo scorso campionato ha faticato a trovare continuità e qualità nella trequarti, vede in Diaz l'innesto ideale per fare il salto di qualità.

Il Mondiale come vetrina e le speranze di un ritorno

La vetrina mondiale, per il trequartista classe 1999 che vanta 14 gol in 26 presenze con la maglia del Marocco e che ha già fatto intravedere il suo valore, rappresenta l'occasione giusta per dimostrare al Real Madrid, e a tutte le altre big d'Europa, il suo valore. Nell'esordio contro il Brasile di Carlo Ancelotti, il suo vecchio allenatore ai tempi della capitale spagnola, Diaz ha messo in mostra tutte le sue qualità: è stato suo l'assist decisivo per Ismael Saibari, che ha realizzato il gol del vantaggio marocchino con un lob da manuale.

Una prestazione che ha confermato le sue doti di uomo assist, ma anche la sua capacità di gestire il gioco in mezzo al campo, creando superiorità numerica e spazi per i compagni. La speranza dei bianconeri, in questo senso, è che un buon Mondiale possa aumentare il pressing sul Real Madrid, spingendo il club spagnolo a considerarlo cedibile, magari per fare cassa e finanziare altri acquisti.

Le strategie di mercato e l'incognita Real

La Juventus, dalla sua, ha già iniziato a tessere le fila della trattativa con l'entourage del giocatore, consapevole che il costo dell'operazione possa essere elevato e che la concorrenza per un talento del genere non mancherà.

La sensazione, tuttavia, è che il Real Madrid, che sotto la presidenza di Florentino Perez sta valutando un nuovo colpo da 150 milioni di euro per l'attacco, potrebbe lasciar partire il suo numero 21, che in questa stagione ha trovato meno spazio del previsto (2 gol e 9 assist in 42 partite), per fare cassa e alleggerire il monte ingaggi.

La valutazione di Brahim Diaz si aggirerebbe attorno ai 35 milioni di euro, una cifra importante ma che la Juventus potrebbe affrontare con una formula che preveda un prestito oneroso con diritto o obbligo di riscatto, in modo da dilazionare l'impatto sul bilancio. L'alternativa, quella di un acquisto a titolo definitivo, sarebbe più complicata ma non impossibile, sempre che il giocatore dia il suo assenso, ma lui, per ora, non sembra voler forzare la mano, concentrato com'è sulla competizione mondiale.

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