La procura solleva dubbi sull’intervista di Stasi: semilibertà "parzialmente positiva"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sostituta procuratore generale di Milano Valeria Marino, intervenuta nell’udienza davanti ai giudici della Sorveglianza, ha espresso un parere "parzialmente positivo" sulla richiesta di semilibertà di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007. A pesare sul giudizio, che non è stato quindi pienamente favorevole, è stata l’intervista rilasciata da Stasi al programma Le Iene, andata in onda lo scorso 30 marzo, senza che l’amministrazione penitenziaria ne fosse stata informata.

Durante un permesso, infatti, il 41enne – rappresentato in aula dall’avvocato Glauco Gasperini, subentrato alla difesa storica Giada Bocellari – avrebbe violato le regole previste per i detenuti, le quali impongono di richiedere l’autorizzazione prima di rilasciare dichiarazioni pubbliche. Un dettaglio non marginale, che ha spinto la procura a formulare riserve, pur senza opporsi del tutto alla concessione del beneficio.

Ora la palla passa ai giudici, che dovranno pronunciarsi entro cinque giorni. La decisione, attesa con interesse, terrà conto non solo della posizione dell’accusa, ma anche della condotta complessiva di Stasi, il quale, dopo anni di processo e una condanna definitiva, aveva avviato il percorso verso la semilibertà. Quanto all’intervista, il fatto che sia stata realizzata senza previa approvazione ha sollevato perplessità, alimentando discussioni sul rispetto delle regole carcerarie da parte del condannato.

La vicenda giudiziaria, che risale a quasi diciassette anni fa, era tornata alla ribalta proprio grazie alle dichiarazioni televisive, nelle quali Stasi aveva ribadito la sua versione dei fatti. Ma se da un lato l’intervista ha riacceso i riflettori sul caso, dall’altro ha finito per complicare l’iter della richiesta, dimostrando come anche un singolo episodio possa influire sulle valutazioni delle autorità competenti.

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