Alberto Stasi resta in semilibertà: la Cassazione conferma il no al ricorso della Procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Garlasco (Pavia), 1 luglio 2025 – La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura Generale di Milano contro la concessione della semilibertà ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’agosto del 2007. Con questa decisione, i giudici della Suprema Corte hanno confermato la validità dell’ordinanza emessa lo scorso 9 aprile dal Tribunale di sorveglianza, che permette al 41enne di trascorrere le giornate fuori dal carcere per lavorare, rientrando la sera in istituto.

Stasi, che aveva già iniziato a usufruire del beneficio, aveva suscitato polemiche dopo aver rilasciato un’intervista al programma Le Iene durante un permesso premio il 30 marzo scorso, episodio che aveva spinto la Procura a chiederne la revoca. La difesa, tuttavia, aveva obiettato che l’intervista – pur non autorizzata – non costituiva una violazione tale da giustificare il ritorno in carcere, argomentazione accolta dalla Cassazione.

La vicenda giudiziaria, che da quasi vent’anni tiene accesi i riflettori sul delitto di Garlasco, vede Stasi riconosciuto colpevole dopo un processo durato anni, tra rinvii, appelli e un lungo iter che si è concluso con la condanna definitiva nel 2015. La semilibertà, prevista dopo aver scontato metà della pena, era stata concessa nonostante le resistenze della famiglia Poggi, che aveva espresso preoccupazioni per una possibile "riabilitazione mediatica" dell’imputato.

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