Ranucci protesta contro i tagli alla Rai: "Non è censura, ma un problema di tutti"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sigfrido Ranucci, storico volto di "Report", ha scelto di non partecipare alla presentazione del palinsesto Rai a Napoli, preferendo unirsi alla protesta organizzata davanti alla sede di viale Marconi. Politici, giornalisti precari e rappresentanti di associazioni – tra cui Franco Roberti, Luigi de Magistris e diversi deputati – hanno manifestato contro i tagli ai programmi d’inchiesta, definiti da alcuni come uno "smembramento" del servizio pubblico. Ranucci, che pure ha ribadito la sua intenzione di restare in Rai «se non mi licenziano», ha ammesso di sentirsi «sempre meno a casa» in un’azienda che, a suo dire, sta riducendo gli spazi per l’approfondimento.
La questione, però, secondo alcuni colleghi, non riguarderebbe solo "Report". Massimo Giletti e Concita De Gregorio, intervenuti sulla polemica, hanno sottolineato come i tagli coinvolgano tutti i programmi di approfondimento. «Anche il mio programma è stato ridotto», ha spiegato Giletti, aggiungendo che «l’errore è personalizzare: è un problema che tocca tutti, da "Presa Diretta" a "Petrolio"». Un punto ripreso anche da altri giornalisti presenti alla protesta, i quali temono che la riduzione delle puntate possa indebolire il ruolo della Rai come strumento di informazione libera e critica.
Ranucci, da parte sua, ha denunciato la soppressione di quattro puntate della sua trasmissione, ma ha evitato di parlare esplicitamente di censura. Piuttosto, ha descritto un clima in cui «i programmi scomodi» vengono progressivamente marginalizzati, senza che vi sia un’aperta ostilità, ma attraverso scelte di palinsesto che ne limitano la visibilità. Intanto, la Rai ha proseguito con la presentazione ufficiale, ribadendo che il nuovo anno vedrà un’offerta «varia e plurale», sebbene con meno ore dedicate all’inchiesta.




