Il governo stanzia un miliardo per i danni del ciclone Harry, a Niscemi 150 milioni per la frana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che destina risorse ingenti, parliamo di oltre un miliardo e cento milioni di euro, per fronteggiare le conseguenze del ciclone Harry che a gennaio ha sconvolto il Sud Italia, e a questi si aggiungono 150 milioni specifici per la frana di Niscemi -1. La decisione, presa nella riunione n. 162 del 18 febbraio, arriva dopo i primi 100 milioni già stanziati per l'emergenza immediata, e si inserisce in un quadro più ampio che comprende anche l'approvazione del decreto bollette e, in via preliminare, il nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

A darne notizia è lo stesso presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, secondo cui la risposta dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni è stata tempestiva e concreta, un intervento che definisce significativo per avviare un serio percorso di ristoro e ripartenza economica a favore di cittadini e imprese duramente provati. Le risorse, stando a quanto si apprende, saranno gestite dai presidenti delle tre regioni colpite, ossia Calabria, Sicilia e Sardegna, che in qualità di commissari delegati dovranno provvedere al ripristino delle infrastrutture e al sostegno delle attività produttive, dall'agricoltura al turismo, messe in ginocchio dalle violente mareggiate e dal vento -1.

Mezzo miliardo alla Sicilia tra ciclone e frana, la gestione affidata a Ciciliano

Nel dettaglio, dei fondi complessivi, alla Sicilia andranno circa 500 milioni di euro, una cifra che comprende sia i 350 milioni per l'emergenza legata al passaggio del ciclone, sia i 150 milioni destinati in maniera specifica alla maxi frana che ha colpito Niscemi, dove si contano ancora oltre 1.500 sfollati. Per quest'ultima situazione, il governo ha scelto un approccio diverso: non saranno i presidenti di regione a occuparsene, ma è stato nominato un commissario straordinario nella persona del capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano -1. Sarà lui a dover gestire l'erogazione dei contributi per consentire alle famiglie di lasciare le abitazioni ormai inagibili e per mettere in sicurezza il versante.

La presidente del Consiglio Meloni, che nei giorni scorsi si era recata personalmente a Niscemi, aveva già anticipato l'intenzione di procedere con questo stanziamento, assicurando che le risorse serviranno su tre direttrici principali: la demolizione degli edifici pericolanti, gli interventi di messa in sicurezza del territorio e l'acquisto di nuovi immobili per i residenti -10. Un intervento, quello del governo, che si somma ai 680 milioni di euro che la Regione Siciliana, come spiegato dal presidente Renato Schifani, aveva già destinato di tasca propria per far fronte alla crisi, istituendo anche una cabina di regia a Palazzo d'Orléans per accelerare le procedure -3.

Misure di sostegno e sospensione delle bollette per i territori colpiti

Oltre ai fondi per la ricostruzione, il decreto legge introduce una serie di misure pensate per dare ossigeno a famiglie e imprese che si trovano a dover fare i conti con i disagi. Tra queste, spicca la sospensione per sei mesi del pagamento delle bollette dei servizi essenziali per la popolazione residente nelle aree colpite -1. Un provvedimento, questo, che mira ad alleviare le difficoltà immediate di chi, oltre ai danni materiali, si trova a dover sostenere le spese correnti. Sono previste, inoltre, la sospensione dei termini in materia di tasse e mutui, oltre a forme di sostegno al reddito sia per i lavoratori dipendenti del settore privato che per i lavoratori autonomi.

Particolare attenzione è stata riservata anche al comparto turistico, duramente colpito dall'immagine di un Meridione flagellato dalle intemperie. Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha spiegato che sono stati stanziati 5 milioni di euro per una campagna di comunicazione e promozione internazionale, che verrà presentata alla prossima Fiera di Berlino, con l'obiettivo di scongiurare ulteriori ripercussioni economiche legate al danno d'immagine e rilanciare le mete turistiche di Calabria, Sicilia e Sardegna sui mercati esteri, a cominciare da quello tedesco -3.

Le polemiche: “Poco per i ristori, niente per la prevenzione”

Nonostante l'entità delle risorse stanziate, che supera il miliardo di euro, non sono mancate le critiche all'impostazione dell'intervento governativo. Da più parti si sottolinea come ci si trovi nuovamente di fronte a una gestione emergenziale del dissesto idrogeologico, con fondi destinati quasi esclusivamente ai ristori e alla ricostruzione, mentre nulla o poco viene investito nella prevenzione. Il ciclone Harry, un sistema depressionario di tipo extratropicale che secondo i dati del CNR ha portato accumuli di pioggia superiori ai 500 mm su Etna, Peloritani e Serre, ha causato danni ingenti non tanto per la sua imprevedibilità, quanto per l'interazione tra le mareggiate e un territorio reso fragile dall'antropizzazione selvaggia delle coste -2. E mentre il governo parla di tempestività, l'opposizione, con Elly Schlein, ha ricordato come tra i danni del ciclone si debbano annoverare anche i corpi di migranti restituiti dal mare, vittime di naufragi fantasma nel Mediterraneo centrale durante le stesse ore di maltempo -6.

Description: Oltre un miliardo di euro dal Cdm per i danni del ciclone Harry al Sud. Alla Sicilia 500 milioni di cui 150 per la frana di Niscemi. Sospese le bollette per sei mesi.

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