Il Consiglio dei ministri stanzia un miliardo e duecento milioni per il maltempo al Sud e la frana di Niscemi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La riunione del Consiglio dei ministri tenutasi mercoledì 18 febbraio ha portato al via libera di un Corposo pacchetto di interventi economici, destinato a fronteggiare due emergenze parallele che hanno colpito duramente il Mezzogiorno: gli ingenti danni provocati dal passaggio del ciclone Harry, che nelle scorse settimome ha flagellato le coste e l'entroterra di Sicilia, Sardegna e Calabria, e la grave situazione idrogeologica in cui versa il comune di Niscemi, nel Nisseno, dove una maxi frana iniziata lo scorso 25 gennaio ha letteralmente sconvolto la morfologia del territorio e la vita di migliaia di cittadini. L'esecutivo, riunitosi a Palazzo Chigi, ha dunque messo a punto un decreto ad hoc per ciascuna delle due criticità, seppur all'interno di un quadro finanziario complessivo che supera abbondantemente il miliardo di euro, confermando e anzi superando le anticipazioni che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva personalmente fornito durante la sua recente e non annunciata visita nella cittadina siciliana, avvenuta appena lunedì scorso -4. Accanto a questi provvedimenti emergenziali, la stessa seduta ha licenziato anche il cosiddetto decreto energia o decreto bollette, un testo normativo studiato per alleviare le tensioni tariffarie nel settore energetico.

Un miliardo e cento milioni per i territori devastati dal ciclone Harry

Per quanto concerne specificamente l'emergenza maltempo, il governo ha deliberato uno stanziamento complessivo che supera il miliardo e cento milioni di euro, destinati a coprire i danni ingentissimi subiti dalle infrastrutture, dalle attività produttive e dal tessuto agricolo di Sicilia, Calabria e Sardegna a causa del devastante ciclone Harry. Si tratta di un'integrazione sostanziale rispetto ai primi cento milioni di euro già stanziati in precedenza per i primissimi interventi urgenti, una somma, quella iniziale, che era stata giudicata largamente insufficiente da più parti, considerando che le stime preliminari dei danni, come aveva del resto comunicato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, parlavano di un fabbisogno vicino al miliardo e mezzo di euro -10. Questi nuovi fondi, dunque, dovrebbero consentire non solo la rimozione dei detriti e il ripristino della funzionalità dei servizi essenziali, ma anche l'avvio di una fase più strutturale di ricostruzione nelle località costiere e nelle aree interne maggiormente colpite dalle mareggiate e dai venti impetuosi. Particolare attenzione, stando a quanto dichiarato dalla premier durante i sopralluoghi, sarà riservata al comparto agricolo, uno dei settori più duramente provati, con l'attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori che si trovano nell'impossibilità di svolgere la propria attività e la sospensione dei tributi fino al prossimo mese di ottobre per chi ha subito danni.

Centocinquanta milioni per Niscemi tra lo smottamento e i 1.500 sfollati

Parallelamente al pacchetto per il maltempo, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto specifico per Niscemi, destinando la cifra di 150 milioni di euro, esattamente quanto era stato promesso dalla presidente Meloni nel corso della sua visita lampo di lunedì, quando aveva incontrato il sindaco Massimiliano Conti e una delegazione di cittadini, ascoltando le loro angosce e mostrando vicinanza alle oltre 1.500 persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, inghiottite o rese inagibili dalla frana che continua a muoversi minacciosamente -4. La gestione di queste risorse, come annunciato, sarà affidata al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, che già ricopre il ruolo di commissario straordinario per un'altra emergenza complessa come quella di Caivano, e che ora dovrà occuparsi del coordinamento degli interventi per mettere in sicurezza il territorio e pianificare il futuro della zona rossa, quella parzialmente collassata dove l'accesso è attualmente interdetto. Durante la sua visita, la presidente del Consiglio aveva potuto constatare di persona il lavoro dei vigili del fuoco, impegnati in operazioni delicate per recuperare beni dalle abitazioni a ridosso del fronte del cedimento, e aveva ascoltato i tecnici, i quali hanno escluso la possibilità di recuperare gli edifici situati a poche decine di metri dallo strapiombo, mentre per quelli più distanti si dovrà valutare caso per caso.

Il decreto bollette tra misure per le famiglie fragili e le imprese

Oltre agli interventi legati alle calamità naturali, la seduta di mercoledì ha dato il via libera anche al decreto legge in materia energetica. Il provvedimento, atteso da tempo e di complessa elaborazione tecnica, introduce una serie di misure pensate per abbassare l'importo delle bollette, con un focus particolare verso due categorie ritenute più vulnerabili: le famiglie in difficoltà economica e il tessuto produttivo composto da imprese. Per i nuclei familiari, l'impianto del decreto prevede un potenziamento dei meccanismi di sostegno, mirando ad alleggerire il peso della spesa energetica nei bilanci domestici. Sul fronte delle aziende, l'obiettivo dichiarato è quello di sostenere la competitività in un contesto europeo che, come più volte rimarcato dalla stessa presidente Meloni, presenta costi dell'energia non omogenei e penalizzanti per le nazioni manifatturiere come l'Italia. Le misure contenute nel decreto, se da un lato mirano a dare ossigeno immediato, dall'altro cercano di introdurre elementi di riforma più strutturale, come quelli legati alla trasparenza delle offerte e al rafforzamento dei poteri di vigilanza dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), al fine di rendere il mercato più chiaro e competitivo per i consumatori finali -6.

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