Cdm, via libera al decreto bollette e ai fondi per il maltempo e la frana di Niscemi
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri, riunitosi nel pomeriggio di mercoledì 18 febbraio a Palazzo Chigi, ha dato il via libera a un pacchetto di interventi normativi che spaziano dal caro energia alle calamità naturali, con l’obiettivo dichiarato di rispondere a situazioni di crisi ritenute urgenti. Tra i provvedimenti approvati, particolare rilievo assumono il decreto legge energia, studiato per ridurre l’incidenza delle bollette su famiglie e imprese, e due distinti decreti pensati per fronteggiare le conseguenze degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il Sud Italia. Questi ultimi, in particolare, riguardano i territori di Calabria, Sicilia e Sardegna, flagellati dal cosiddetto ciclone Harry, e il comune di Niscemi, dove una frana di vaste proporzioni, innescatasi lo scorso 25 gennaio, continua a tenere la comunità con il fiato sospeso -1-4-9.
Per quanto concerne il decreto energia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha illustrato i contenuti in un videomessaggio, sottolineando come l’esecutivo abbia inteso incidere in maniera strutturale sul costo dell'elettricità e del gas. Il provvedimento, che secondo le stime di governo genererebbe risparmi per circa cinque miliardi di euro, agisce su più fronti. Da un lato, viene potenziato il bonus sociale per le famiglie in condizioni di fragilità economica, prevedendo uno sconto aggiuntivo che porta il sostegno complessivo per i nuclei vulnerabili a 315 euro annui sulla bolletta elettrica. Dall'altro lato, l'intervento si concentra sul tessuto produttivo: si punta a ridurre gli oneri generali di sistema per oltre quattro milioni di imprese, con benefici che, a seconda della dimensione aziendale, potrebbero variare da alcune centinaia a diverse migliaia di euro. Viene introdotto, inoltre, un meccanismo volto a favorire l'aggregazione della domanda energetica attraverso una piattaforma pubblica, consentendo anche alle piccole e medie imprese di stipulare contratti di fornitura di lungo termine direttamente con i produttori -2-7.
Parallelamente alle misure per l'energia, il Cdm ha stanziato risorse ingenti per far fronte all'emergenza maltempo e al dissesto idrogeologico. Come annunciato nei giorni precedenti dalla stessa Meloni, che lunedì si era recata a Niscemi per un sopralluogo, arrivano nuovi fondi per le aree devastate dal ciclone Harry e per la cittadina siciliana. Il governo ha deliberato un pacchetto complessivo che supera il miliardo di euro, destinato a Calabria, Sicilia e Sardegna, a cui si aggiungono i primi cento milioni già stanziati in una fase immediatamente successiva agli eventi atmosferici. Per Niscemi, in particolare, è stato previsto un finanziamento ad hoc di 150 milioni di euro, necessario per avviare le operazioni di messa in sicurezza e gettare le basi per la successiva ricostruzione, in un contesto in cui oltre millecinquecento persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni -3-4-10.
Sul fronte degli interventi per il maltempo, si è espressa soddisfazione da parte dei presidenti delle regioni coinvolte. Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, ha parlato di una risposta tempestiva e tangibile da parte dell'esecutivo nazionale, evidenziando come lo stanziamento di oltre un miliardo di euro rappresenti un sostegno significativo per cittadini e imprese duramente provati dagli eventi. Analogo apprezzamento è giunto dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il quale ha ringraziato la presidente Meloni per la sensibilità dimostrata, ricordando anche l'impegno diretto della Regione che, a sua volta, ha già destinato 680 milioni di euro di risorse proprie per le emergenze e la ricostruzione. Schifani ha voluto sottolineare la sinergia istituzionale messa in campo tra governo nazionale e regionale, definendola una collaborazione operativa finalizzata a dare risposte celeri ai territori -1-5.
Le misure per Niscemi e il commissariamento
La frana che ha colpito Niscemi, con il suo fronte in continuo movimento, ha imposto all'attenzione del governo la necessità di un interimento mirato e strutturato. Nel corso della visita lampo di lunedì, la presidente Meloni, dopo aver sorvolato in elicottero l'area del dissesto e aver incontrato i cittadini nella zona rossa, aveva anticipato la nomina di un commissario straordinario per la ricostruzione. L'incarico è stato affidato al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, figura già impegnata come commissario per l'emergenza di Caivano. Il suo compito sarà quello di coordinare tutti gli interventi necessari, in un contesto complesso dove i tecnici hanno già escluso la possibilità di recuperare gli edifici situati a poche decine di metri dal fronte della frana, mentre si dovrà valutare il destino di quelli ubicati in una fascia immediatamente successiva. Durante l'incontro con i rappresentanti del comitato spontaneo nato dopo l'evento, Meloni ha precisato che le decisioni sulla zona rossa non potranno che basarsi su valutazioni tecniche e dati oggettivi, per non mettere a repentaglio l'incolumità pubblica -3.
Il decreto energia e il taglio delle bollette
Osservando più nel dettaglio il decreto legge energia, emerge una strategia che tenta di coniugare misure di immediato sollievo con interventi di natura più strutturale. Oltre al già citato potenziamento del bonus sociale per le famiglie con Isee basso, il provvedimento introduce un meccanismo che premia la volontarietà delle aziende energetiche: quelle che decideranno di applicare uno sconto aggiuntivo in bolletta per determinate fasce di clienti otterranno un riconoscimento in termini di visibilità. Per quanto riguarda le imprese, una delle novità rilevanti è l'intervento sugli oneri generali di sistema, il cui peso verrà ridotto anche grazie a un incremento dell'aliquota Irap per i produttori e i distributori di energia. Viene poi affrontato il nodo del disaccoppiamento del prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, attraverso la creazione di una piattaforma pubblica per gli acquisti collettivi. Non meno importante, l'esecutivo ha manifestato l'intenzione di intervenire sulla determinazione del prezzo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, proponendo di srare l'incidenza dei costi legati ai diritti di emissione ETS, una mossa che, se approvata dall'Unione Europea, potrebbe avere effetti duraturi sul costo finale dell'energia -2.




