Un miliardo e duecento milioni per il ciclone Harry e la frana di Niscemi, il Cdm vara il decreto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri, riunitosi nel pomeriggio di ieri, ha messo nero su bianco i numeri dell'intervento economico per le regioni meridionali devastate dagli eventi meteorologici di inizio anno. La cifra complessiva, che si aggira intorno a un miliardo e duecento milioni di euro, rappresenta il fondo destinato a coprire i danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria, ai quali si aggiungono i centocinquanta milioni già annunciati dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la sua recente visita nel Nisseno, specificatamente dedicati alla maxi frana che ha sconvolto Niscemi -2-5. Il provvedimento, atteso e discusso, arriva dopo i primi cento milioni stanziati in via d'urgenza e si inserisce in un più ampio decreto legge che tocca anche altri settori, come le bollette e la riforma fiscale, ma è sulle misure per il territorio che si è concentrata l'attenzione pubblica.

Per Niscemi, dove il movimento franoso ha costretto all'abbandono delle proprie abitazioni oltre millecinquecento persone, si è scelta una via commissariale specifica. La gestione dei fondi e degli interventi, che comprendono la demolizione degli immobili irrecuperabili, la messa in sicurezza del versante e la ricerca di nuove soluzioni abitative per gli sfollati, sarà affidata al capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano -2-5. Una scelta, questa, motivata dall'esigenza di garantire tempestività e coordinamento, evitando le lungaggini burocratiche che spesso accompagnano le ricostruzioni post-calamità. Per le tre regioni colpite dalla violenta perturbazione, invece, saranno i presidenti Renato Schifani per la Sicilia, Alessandra Todde per la Sardegna e Roberto Occhiuto per la Calabria, in qualità di commissari delegati, a dover pianificare e attuare gli interventi necessari, spaziando dal ripristino delle infrastrutture danneggiate dalle mareggiate al sostegno per le attività produttive e il settore agricolo, duramente provati -2-10.

Le misure di sostegno tra sospensioni fiscali e aiuti al turismo

Oltre ai fondi per la ricostruzione, il decreto introduce un pacchetto di misure pensate per alleviare la pressione su famiglie e imprese che si trovano a operare in territori fortemente compromessi. È prevista la sospensione per sei mesi dei termini per i pagamenti di tasse e contributi, nonché delle bollette relative ai servizi essenziali, un provvedimento che mira a dare ossigeno immediato a chi ha visto la propria attività e la propria quotidianità stravolte -2. Non mancano interventi mirati per specifici comparti economici: l'agricoltura, come accennato, riceverà particolare attenzione, così come il turismo. Su quest'ultimo fronte, il ministro Daniela Santanchè ha annunciato uno stanziamento aggiuntivo di cinque milioni di euro, destinati a finanziare una campagna di comunicazione e promozione internazionale, con l'obiettivo di scongiurare il cosiddetto "danno di immagine" che rischierebbe di aggravare una situazione già critica per gli operatori del settore in Sicilia, Calabria e Sardegna -1-3. Un'iniziativa, questa, presentata come risposta alle richieste delle stesse regioni e delle associazioni di categoria, preoccupate per le possibili ripercussioni sui flussi turistici, specialmente da mercati chiave come quello tedesco.

L'iter del decreto e la sinergia istituzionale

L'approvazione in Consiglio dei ministri rappresenta il primo passo formale di un iter che dovrà ora confrontarsi con il vaglio parlamentare. La presidente Meloni, nel commentare il provvedimento, ha sottolineato la portata complessiva dell'intervento, legandolo non solo all'emergenza maltempo ma anche ad altre priorità dell'esecutivo, come il caro-bollette, evidenziando come il decreto garantisca risparmi per diversi miliardi di euro a favore di famiglie e imprese -3. Da parte sua, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto rimarcare la stretta sinergia con il governo nazionale, definendo la collaborazione "leale e operativa". Schifani ha inoltre ricordato come la Regione abbia già destinato ingenti risorse proprie, circa seicentottanta milioni di euro, per fronteggiare la fase emergenziale e avviare i primi passi della ricostruzione, e ha ribadito l'istituzione di una cabina di regia permanente a Palazzo d'Orleans per garantire il monitoraggio costante degli interventi -3. Un quadro, quello delineato, che punta a presentare un fronte istituzionale coeso di fronte alla complessità della situazione, con l'obiettivo dichiarato di accelerare le procedure per dare risposte concrete ai cittadini e ai territori colpiti.

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