Il governo stanzia 150 milioni per Niscemi, mercoledì il decreto bis dopo il ciclone Harry
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Redazione Interno
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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è tornata a Niscemi, nel Nisseno, per un nuovo sopralluogo nelle aree devastate dalla frana del 25 gennaio scorso, quella che ha costretto all'evacuazione centinaia di famiglie e che è stata innescata dal violento passaggio del ciclone Harry. Accompagnata dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, la premier ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti e una delegazione di cittadini sfollati, ascoltando le loro istanze e toccando con mano, a distanza di poche settimane dalla sua prima visita del 28 gennaio, una situazione che resta drammaticamente complessa -1 -5. L'emergenza, per la quale la Procura di Gela ha aperto un fascicolo d'indagine compiendo nei giorni scorsi accertamenti tecnici e sopralluoghi con i propri consulenti, non riguarda solo la stabilità del costone ma anche la viabilità, con la strada provinciale 11 finita sotto la lente degli inquirenti per possibili criticità -8.
Un decreto ad hoc tra fondi immediati e la nomina di un commissario
Nel corso del punto stampa, la presidente del Consiglio ha annunciato che mercoledì il consiglio dei ministri licenzierà un decreto legge specifico per far fronte ai danni del maltempo che hanno colpito duramente Sardegna, Calabria e Sicilia, con una misura straordinaria dedicata proprio al comune di Niscemi. Per la cittadina siciliana, dove gran parte delle abitazioni nella zona rossa sono ormai inagibili e il fronte della frana continua a essere monitorato h24, sono stati stanziati 150 milioni di euro -2 -6. A questi, ha spiegato Meloni, si aggiungeranno diverse centinaia di milioni per il resto del decreto, destinati al ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi nelle tre regioni, oltre a indennizzi e sostegni per le attività economiche, in particolare per il comparto agricolo messo in ginocchio dalle alluvioni. Le risorse per Niscemi, ha precisato la premier, saranno immediatamente cantierabili e verranno indirizzate su tre direttrici principali: la demolizione degli edifici pericolanti, la messa in sicurezza idrogeologica del territorio e gli indennizzi per quanti hanno perso la casa, con la possibilità di acquistare un nuovo immobile -6.
Parallelamente allo stanziamento economico, è stata decisa la nomina di un commissario straordinario per l'emergenza frana, individuato nella figura di Fabio Ciciliano. Una scelta, questa, motivata dalla volontà di non perdere neanche un giorno di tempo, garantendo operatività immediata e un coordinamento diretto tra la struttura nazionale della Protezione civile e le autorità locali -4. Il provvedimento, come illustrato dalla presidente del Consiglio, includerà anche la sospensione dei tributi per le zone colpite, con il pagamento delle imposte rimandato a ottobre, e l'attivazione di ammortizzatori sociali sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, su cui sta lavorando il ministero del Lavoro -2. Tutte le misure, ha tenuto a sottolineare Meloni, sono state definite in stretto raccordo con i presidenti delle tre regioni interessate, Renato Schifani per la Sicilia, Roberto Occhiuto per la Calabria e Alessandra Todde per la Sardegna, che restano i commissari per l'emergenza -4.
Monitoraggio costante e la prudenza sulla zona rossa
Durante la visita, la premier ha voluto ribadire la necessità di procedere con cautela sulla definizione della zona rossa, un aspetto che tocca da vicino la vita e la sicurezza dei residenti. «Dove chiedo di non forzare i tempi – ha dichiarato Meloni – è nella definizione della fascia di rispetto sul fronte della frana, perché quelle non sono decisioni politiche ma si basano esclusivamente su dati tecnici». Forzare la mano, magari per dare risposte più rapide ai cittadini, metterebbe a repentaglio la loro incolumità, e sarebbe un atto irresponsabile -1. Oggi Niscemi, ha aggiunto la presidente, è probabilmente il comune più monitorato d'Europa, con le migliori eccellenze nazionali – dal Genio militare ai Vigili del fuoco, fino alla stessa Protezione civile – che stanno lavorando incessantemente per stabilire quale porzione di territorio possa essere recuperata e quale, invece, debba essere definitivamente considerata non sicura. La visita di Meloni è stata anche l'occasione per vedere da vicino il recupero della croce di pietra, simbolo della resistenza della città dopo la frana del 1997, caduta nel precipizio a causa dei continui movimenti del terreno e recuperata nei giorni scorsi con l'ausilio di un drone terrestre della Polizia di Stato -1.




