Ciclone Harry e la frana di Niscemi, il governo stanzia un miliardo e duecento milioni per Sicilia, Calabria e Sardegna
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto-legge dal valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, una manovra pensata per rispondere alle due distinte emergenze che hanno colpito il Sud Italia nel mese di gennaio: i devastanti effetti del ciclone Harry, abbattutosi con violenza su Sicilia, Calabria e Sardegna, e l’imponente frana che minaccia da settimane il centro abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Il provvedimento, fortemente voluto dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e annunciato dalla presidente del Consiglio nel corso di un sopralluogo nella cittadina nissena, arriva dopo i primi 100 milioni già stanziati per la gestione dell’immediata emergenza e si propone ora di gettare le basi per un piano di ricostruzione più strutturato e organico. Non si tratta, dunque, di un semplice ristoro, bensì di un intervento finanziario complesso che cerca di affrontare due crisi parallele ma con caratteristiche profondamente diverse, richiedendo di conseguenza due diversi approcci operativi.
Per quel che concerne i danni provocati dalla furia del ciclone Harry, che ha flagellato i litorali e le aree interne con mareggiate e venti impetuosi causando milioni di euro di danni a infrastrutture, attività produttive e abitazioni private, lo stanziamento complessivo supera il miliardo e cento milioni di euro. In questo caso, come spiegato a margine della riunione di Palazzo Chigi, la gestione degli interventi sarà affidata direttamente ai presidenti delle tre Regioni interessate, ovvero Renato Schifani per la Sicilia, Roberto Occhiuto per la Calabria e Alessandra Todde per la Sardegna, che opereranno nella veste di commissari delegati. A loro spetterà il compito di coordinare le operazioni di ripristino, di erogare i primi sostegni a famiglie e imprese e di pianificare la messa in sicurezza del territorio, con l’obiettivo dichiarato di restituire funzionalità a quei territori la cui economia, specialmente nel comparto turistico, rischia ora un colpo durissimo. Nell’ambito di questa tranche di risorse, una menzione specifica merita la destinazione di 5 milioni di euro, annunciati dal ministro del Turismo Daniela Santanchè, per una campagna di comunicazione e promozione internazionale che sarà presentata alla prossima Fiera di Berlino, nel tentativo di scongiurare il temuto “danno di immagine” che potrebbe compromettere la prossima stagione estiva, scoraggiando i flussi di visitatori, in particolare proprio dal mercato tedesco, tradizionalmente legato a queste mete.
Parallelamente, e con una logica differente, il decreto-legge affronta la delicatissima situazione di Niscemi, dove un movimento franoso di proporzioni gigantesche ha letteralmente divorato ettari di terreno, costringendo all’evacuazione di oltre 1.500 persone e creando una ferita profonda nel tessuto urbano e sociale della città. Per questo specifico fronte, il governo ha scelto la via della nomina di un commissario straordinario, individuato nella persona del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. A lui saranno affidati 150 milioni di euro per gestire una doppia e complessa missione: da un lato, provvedere all’erogazione di contributi per consentire alle famiglie sfollate, che hanno dovuto abbandonare per sempre le loro case, di trovare una nuova sistemazione abitativa; dall’altro, coordinare l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza del versante, un’opera titanica che richiederà competenze tecniche e geologiche di altissimo livello. La scelta di un commissario unico, in questo caso, sottolinea la volontà dell’esecutivo di centralizzare il comando per far fronte a un disastro geologico in continua evoluzione, la cui complessità tecnica – come ha avuto modo di ribadire la stessa Meloni durante la sua visita – non può essere sottoposta a forzature di natura politica, ma deve seguire i tempi e le indicazioni dettati dalla scienza e dai dati raccolti dai tecnici.




