Conference League, Crystal Palace e Rayo Vallecano si giocheranno la finale a Lipsia
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Redazione Sport
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Che fosse una stagione da incorniciare, per il Crystal Palace, lo si era capito già qualche mese fa; eppure nessuno, forse neppure i più ottimisti tra i tifosi, avrebbe scommesso su un approdo così netto alla finale di Conference League. Gli inglesi, dopo il successo ottenuto all’andata, hanno chiuso i conti con lo Shakhtar Donetsk nel match di ritorno, imponendosi per 2-1 e completando un doppio confronto chiuso con un complessivo 5. La partita, giocatasi tra le mura amiche, ha regalato emozioni alterne: i padroni di casa sono passati in vantaggio dopo una rete annullata a Yeremy Pino, circostanza che avrebbe potuto spezzare l’equilibrio psicologico, ma al venticinquesimo minuto Wharton ha calciato di potenza dal limite, trovando la respinta del portiere Riznyk. Sulla ribattuta, Munoz – da posizione defilata e con una freddezza notevole – ha insaccato il pallone, portando i londinesi sull’1. Lo Shakhtar, però, non si è disunito: la reazione è arrivata puntuale, con Eguinaldo che, a metà frazione, ha firmato il pareggio approfittando di una distrazione nella retroguardia avversaria. Quando tutto faceva presagire a un’interminabile sofferenza per i padroni di casa, ecco il colpo decisivo di Sarr: un gol che ha fatto esplodere i tifosi presenti, regalando al club una storica qualificazione alla sua prima finale europea.
La notte magica del Rayo Vallecano e il muro di Lipsia
Dall’altra parte del tabellone, il Rayo Vallecano ha costruito il proprio passaggio per la finalissima con pazienza e concretezza, due virtù che non guastano mai quando si parla di competizioni internazionali. La squadra madrilena, reduce dall’1-0 inflitto allo Strasburgo nella gara di andata, è riuscita a replicare il medesimo risultato nello Stade de La Meinau, confermando una solidità difensiva che ha messo in difficoltà i francesi per tutta la durata del doppio confronto. L’eroe della serata si è rivelato ancora una volta il bomber Alemao, già decisivo nel primo atto: sua la rete nella prima frazione di gioco, un gol pesantissimo che di fatto ha indirizzato la qualificazione. I padroni di casa, dal canto loro, hanno provato a reagire nel corso del secondo tempo, spingendo con maggiore ardore ma senza riuscire a trovare la via della rete. L’episodio che poteva cambiare il destino della sfida è arrivato nel recupero: un calcio di rigore assegnato allo Strasburgo, calciato da Enciso, si è infranto contro la traversa o è stato respinto – poco importa il dettaglio tecnico – quel che conta è che il pallone non è entrato, e con quel tiro fallito sono svanite le ultime speranze dei francesi. Così, il Rayo Vallecano ha strappato il pass per quella che è la sua prima finale europea in assoluto, un traguardo che profuma di impresa per un club abituato a navigare tra alti e bassi nella Liga.
L’appuntamento del 27 maggio alla Red Bull Arena
L’epilogo di questa avventura è stato fissato per mercoledì 27 maggio, quando le due formazioni si daranno battaglia alla Red Bull Arena di Lipsia – nota anche come Leipzig Stadium – in Germania. Un palcoscenico neutro, capace di ospitare decine di migliaia di spettatori, dove si deciderà chi alzerà al cielo il trofeo della Conference League 2025. I due club arrivano all’appuntamento con storie e percorsi diversi: il Crystal Palace, trascinato da una vena realizzativa importante nei quarti e nelle semifinali, ha mostrato un attacco prolifero e una capacità di ribaltare le situazioni avverse; dall’altra parte, il Rayo Vallecano ha costruito la propria candidatura al titolo sull’equilibrio e sull’efficacia chirurgica dei suoi uomini chiave, a cominciare proprio da Alemao. Di certo, la finalissima non avrà i favori del pronostico schiaccianti per nessuna delle due contendenti, un aspetto che rende l’attesa ancora più vibrante per gli appassionati.
I risultati delle semifinali e il cammino verso la finale
A dare consistenza al verdetto sono stati dunque i punteggi complessivi delle due semifinali. Gli inglesi hanno liquidato lo Shakhtar Donetsk con un 2-1 nel ritorno che, sommato al risultato dell’andata, ha prodotto un passivo di tre reti di scarto per gli ucraini. Più equilibrato, invece, il doppio confronto tra francesi e spagnoli: lo Strasburgo ha perso entrambe le gare con il medesimo 1-0, un margine stretto che testimonia la difficoltà incontrata nel violare la retroguardia del Rayo. L’Italia, va detto, non ha mai avuto rappresentanti in queste fasi avanzate del torneo, ma il fascino della competizione resta intatto proprio per la capacità di regalare finali inedite e sorprendenti. Non resta che attendere la sfida del 27 maggio: da una parte Londra sud, dall’altra il quartiere madrileno di Vallecas, entrambi pronti a sognare. La Conference League, specialità della casa per squadre spesso ai margini delle grandi coppe, scriverà ancora una volta una pagina in cui i cosiddetti “piccoli” possono diventare giganti per una notte.




