Parigi domina la classifica del turismo urbano, Roma e Milano salde nella top five mondiale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per il quinto anno consecutivo, Parigi si conferma la destinazione urbana più ambita al mondo, secondo il Top 100 City Destinations Index 2025 di Euromonitor International, che, analizzando cinquantacinque indicatori distinti, traccia una mappa globale dell’attrattiva delle città. La capitale francese, la quale ha superato la soglia dei diciotto milioni di visitatori internazionali nel corso dell’anno, deve il suo primato, oltre che al patrimonio culturale universalmente riconosciuto, a una infrastruttura turistica solida e a politiche di sviluppo mirate alla sostenibilità. L’Europa, del resto, mantiene una posizione di forza nell’intera graduatoria, dimostrando una resilienza che trascende le fluttuazioni del mercato globale.

I pilastri della valutazione e il successo italiano

La ricerca, realizzata in collaborazione con la società di dati Lighthouse, non si basa su mere impressioni ma su un esame articolato che verte su sei pilastri fondamentali: le performance economiche e commerciali, i risultati legati al flusso dei viaggiatori, la qualità delle infrastrutture dedicate all’accoglienza, l’efficacia delle politiche promozionali, gli standard di salute e sicurezza e, non ultimo, l’impegno nella sostenibilità. È in questo quadro metodologico, per nulla scontato, che si colloca l’eccellente performance di due città italiane, le quali, pur non scalzando il podio, si attestano su posizioni di assoluto prestigio. Roma, infatti, conquista il quarto posto della classifica, mentre Milano si piazza immediatamente dopo, al quinto, confermando una capacità di attrazione che va ben oltre i confini nazionali.

Un podio internazionale e la tenuta delle capitali europee

A separare Parigi dalle due metropoli italiane, troviamo Madrid e Tokyo, rispettivamente al secondo e terzo posto, a testimonianza di un panorama competitivo dove le capitali europee e i grandi hub asiatici si dividono la scena. La classifica, che rimane pressoché invariata nella sua parte apicale rispetto all’edizione precedente, segnala una certa stabilità nelle preferenze dei viaggiatori internazionali, i quali sembrano premiare quelle destinazioni in grado di coniugare offerta culturale, efficienza dei servizi e una visione di lungo periodo. Elementi, questi, che costituiscono ormai un requisito indispensabile per competere in un settore sempre più sensibile alle dinamiche globali.

La rilevanza dei fattori immateriali e il contesto attuale

Oltre ai parametri più tangibili, come la densità alberghiera o i numeri relativi agli arrivi, pesano nella valutazione anche fattori immateriali, talvolta legati a eventi specifici capaci di ridisegnare la percezione di una città. Senza scendere in dettagli superflui, basti pensare a come la riapertura di un monumento simbolo, dopo un grave incidente, possa riaccendere l’interesse dei media e del pubblico, riversandosi positivamente sull’indice complessivo di attrattività. In un’epoca caratterizzata da una maggiore attenzione ai temi ambientali e alla sicurezza, le politiche adottate dalle amministrazioni locali in queste direzioni diventano dunque parte integrante dell’offerta turistica stessa, influenzando scelte e percezioni in maniera sempre più decisiva.

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