Sanremo 2026, la prima serata tra la top five e l'effetto nostalgia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è chiuso il sipario sulla prima serata del settantaseiesimo Festival di Sanremo, un appuntamento che, come da tradizione rinnovata da Carlo Conti, ha voluto offrire subito al pubblico una panoramica completa, facendo sfilare sul palco dell'Ariston tutti e trenta i Big in gara. Una maratona lunga e articolata, quella di martedì 24 febbraio, che ha alternato momenti di pura musica ad altri di intensa commozione collettiva, dentro una cornice che ha pescato a piene mani dalla memoria storica della kermesse per celebrare anche figure cardine della televisione e della cultura italiana scomparse nell'ultimo periodo. Il direttore artistico, affiancato per l'intera edizione da Laura Pausini e nella sola prima puntata dall'attore turco Can Yaman, ha scelto la voce registrata di Pippo Baudo per aprire le danze: quel suo classico "Buonasera, benvenuti al Festival della canzone italiana" ha riecheggiato tra le poltrone, idealmente presente con i figli in platea, mentre l'omaggio si è poi allargato ad altre figure storiche come il maestro Peppe Vessicchio, per il quale è scattata una lunga standing ovation che ne ha ricordato il talento e la presenza in tante edizioni passate.

La gara vera e propria, dopo l'esibizione del vincitore uscente Olly con Balorda nostalgia, ha preso il via con Ditonellapiaga e il suo Che fastidio!, un brano dal sapore di elenco esistenziale che, se da un lato ha mostrato una ritrovata verve nell'artista, dall'altro ha diviso la critica per una resa sonora non sempre impeccabile, pur avendo il merito di rompere immediatamente gli schemi con una messinscena che strizzava l'occhio a un immaginario più dance e colorato -1 -7. Subito dopo, via via, si sono alternati Michele Bravi con la sua intensità malinconica, il giovane Sayf che ha portato un messaggio di speranza per l'Italia, quasi un fiore su una camionetta come ha cantato lui stesso, e poi ancora Mara Sattei, più classica e fiabesca, fino ad arrivare a una delle performance più convincenti della serata, quella di Fulminacci. Con Stupida sfortuna, il cantautore romano ha proposto un pezzo che sembrava già noto al primo ascolto, capace di muoversi con disinvoltura tra rimandi ad epoche passate e una freschezza narrativa che gli è valsa l'ingresso nella top five svelata a fine serata -2 -7.

La top five della sala stampa e le esibizioni che hanno lasciato il segno

Al termine delle esibizioni, giudicate esclusivamente dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web come da regolamento della prima serata, Carlo Conti e Laura Pausini hanno provveduto a svelare i cinque nomi più votati, sottolineando però come si trattasse di un elenco in ordine assolutamente casuale e non di una vera e propria classifica di merito. A finire in questa speciale cinquina provvisoria sono stati Arisa con Magica favola, un brano in cui traspare una certa sincerità autobiografica nonostante una struttura musicale forse troppo disneyiana per alcuni critici, e poi Serena Brancale, la cui Qui con me ha commosso fino alle lacrime la stessa interprete, visibilmente emozionata nel dedicare il pezzo alla madre scomparsa, in un crescendo di pathos che ha coinvolto la platea -3 -7. Con loro, nella top five, anche lo stesso Fulminacci, Ditonellapiaga e il duo formato da Fedez e Marco Masini con Male necessario, un brano che, al netto delle perplessità sulla riuscita artistica dell'abbinata, ha immediatamente catalizzato l'attenzione per i suoi continui rimandi alla sfera personale e alla narrazione pubblica del rapper milanese -5.

Tra gli altri artisti che hanno calcato il palco in questa prima uscita, molti hanno offerto spunti degni di nota al di là del riscontro numerico immediato. Patty Pravo, classe ’48, ha letteralmente dominato la scena con Opera, un pezzo che, pur nei suoi luoghi comuni, vive e si impone grazie alla forza interpretativa e alla storia di una diva che può permettersi di definirsi musa senza alcuna presunzione -7. Molto applaudito anche Sal Da Vinci, che prima di esibirsi in Per sempre sì ha scaldato l'Ariston con un coinvolgente Rossetto e caffè, mentre Dargen D’Amico con la sua AI AI ha portato sul palco quel consueto mix di leggerezza e riflessione sui temi contemporanei che lo contraddistingue, scommettendo su una crescita del brano nel corso della settimana. Sul fronte opposto, non sono mancate performance più discusse, come quella di Elettra Lamborghini con Voilà, giudicata da più parti un omaggio troppo superficiale a Raffaella Carrà, o l'esibizione di Samurai Jay, la cui Ossessione è parsa a molti un prodotto fin troppo costruito per un pubblico da villaggio turistico, lontano dalle corde più autentiche della competizione -7.

Il contorno di ospiti e la macchina festival pronta per la seconda serata

Oltre alla gara, la prima puntata ha vissuto anche di momenti pensati per intrattenere e celebrare ricorrenze, con un occhio sempre attento alla memoria. La presenza di Gianna Pratesi, signora di 105 anni che nel 1946 fu tra le prime donne a votare per la Repubblica, avrebbe dovuto rappresentare un momento di puro valore civile, ma un clamoroso refuso grafico, con la parola "Repupplica" comparsa sui ledwall, ha rischiato di offuscarne la testimonianza, diventando subito virale sui social per le inevitabili ironie -6. A riportare alta l'attenzione sulla musica ci ha pensato Tiziano Ferro, superospite della serata: il cantante ha festeggiato i venticinque anni di carriera con un medley dei suoi successi, da Ti scatterò una foto a Xdono, concludendo con il nuovo singolo Sono un grande e lasciando intendere, tra uno scherzo e l'altro con Pausini e Conti, un possibile futuro ritorno in gara al Festival -4. Non è mancato il momento nostalgia internazionale con l'arrivo di Kabir Bedi, storico volto di Sandokan, che ha incontrato e benedetto Can Yaman, suo "degno successore" nel remake della serie, in un passaggio di testimone che ha unito generazioni diverse di telespettatori.

Ora l'attenzione è tutta sulla seconda serata, in programma per mercoledì 25 febbraio, che vedrà salire sul palco solo quindici dei trenta Big, quelli che non si sono esibiti nella serata inaugurale o che, a seconda della scaletta definitiva, sono stati sorteggiati per questa tornata -1. La conduzione rimane affidata a Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati questa volta da un trio di co-conduttori d'eccezione: l'attrice Pilar Fogliati, il cantante Achille Lauro e il comico Lillo -5. Il meccanismo di voto cambia radicalmente, introducendo il televoto del pubblico (con un peso del 50%) e il giudizio della Giuria delle Radio (per l'altro 50%), che andranno a determinare una nuova classifica parziale di cui verranno comunicate, a fine serata, le prime cinque posizioni sempre in ordine casuale. Spazio anche alle Nuove Proposte, con le prime due sfide che vedranno confrontarsi Blind, El Ma & Soniko contro Nicolò Filippucci e Mazzariello contro Angelica Bove, con Gianluca Gazzoli a seguire la gara dei giovani -1. La macchina sanremese, insomma, è ormai lanciata a regime, pronta a scandire le serate di questa settimana che porteranno dritti dritti alla finale di sabato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.