Il verdetto della terza serata di Sanremo: Arisa, Luchè e gli altri nella top five, mentre Conti guarda già al dopo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina del Festival, nonostante le inevitabili tensioni che un meccanismo così complesso comporta – si pensi alle polemiche sul numero delle donne in gara, alle quali Carlo Conti ha risposto in conferenza stampa con la consueta pacatezza, spiegando di aver semplicemente scelto le canzoni migliori tra quelle proposte dalle case discografiche – prosegue il suo cammino verso la serata finale. La terza puntata della kermesse, andata in onda giovedì 26 febbraio e condotta da Conti affiancato da Laura Pausini e dagli stravaganti co-conduttori Irina Shayk e Ubaldo Pantani, nei panni di un eccentrico Lapo Elkann, ha visto salire sul palco dell’Ariston gli ultimi quindici Big in gara. L’attenzione del pubblico, come sempre divisa tra le esibizioni canore e il contorno di ospiti e momenti di spettacolo, si è concentrata sui nomi che sarebbero entrati nella top five parziale della serata, una classifica frutto della combinazione, per l’esattezza il cinquanta per cento ciascuno, del televoto e del voto della Giuria delle Radio. Al termine delle performance, il conduttore ha svelato i cinque artisti più apprezzati nella tornata, sebbene in ordine rigorosamente casuale, alimentando così la suspence in vista delle fasi cruciali della competizione.

Tra i quindici che si sono alternati sul palco in questa terza uscita figuravano nomi noti e volti forse meno familiari al grande pubblico, come Maria Antonietta e Colombre, Leo Gassmann, Malika Ayane, Raf, Francesco Renga, e ancora Samurai Jay, Michele Bravi e Mara Sattei, per citarne alcuni -3-7. La rosa dei cinque migliori della serata, come riportato dalle agenzie di stampa, ha visto emergere Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci -1-2-6. Un verdetto che, se da un lato premia la carriera e la solidità di interpreti come Arisa, dall’altro sancisce il gradimento immediato per proposte musicali differenti, da quelle più urban di Luchè a quelle melodiche di Sal Da Vinci, passando per la freschezza di Sayf. Si tratta di una classifica parziale che, andando a sommarsi a quelle delle sere precedenti, contribuirà a delineare la graduatoria generale, un mosaico che si fa sempre più intricato man mano che ci si avvicina all’atto finale.

La serata, tuttavia, non è stata solo competizione canora. Il palco dell’Ariston ha ospitato momenti di alto profilo emotivo e artistico, come l’attesissimo duetto tra Eros Ramazzotti e la superstar internazionale Alicia Keys. I due, in un’inedita e suggestiva anteprima mondiale, hanno interpretato insieme “L’Aurora”, brano del repertorio di Ramazzotti, regalando al pubblico un istante di musica senza confini -3. Spazio anche all’impegno civile, con un intervento dedicato al tema del bullismo e della violenza giovanile, raccontato attraverso la drammatica storia di Paolo Sarullo, il ragazzo rimasto tetraplegico dopo un’aggressione, e con un appello alla pace lanciato da Laura Pausini che ha cantato “Heal The World” di Michael Jackson insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano -3-7. A completare il quadro, il premio alla carriera conferito al paroliere Mogol, ulteriore riconoscimento per una delle firme più illustri della canzone italiana.

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