Incendio all’Inalca di Reggio Emilia: preoccupazioni e indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vasto incendio, divampato nella notte intorno all’una nello stabilimento Inalca di Reggio Emilia, in via Due Canali, ha distrutto un capannone adibito alla lavorazione della carne, coinvolgendo anche l’area adiacente della ditta Quanta Stock&Go. Le fiamme, che hanno generato diverse esplosioni, hanno spinto le autorità a evacuare temporaneamente la zona e a invitare i residenti a tenere chiuse le finestre per precauzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per domare l’incendio, mentre il Servizio territoriale di Reggio Emilia di Arpae è stato allertato intorno alle 7:30, dispiegando otto operatori per avviare i primi monitoraggi sulla qualità dell’aria.

Le analisi preliminari, condotte nelle ore immediatamente successive all’evento, hanno rilevato valori al di sotto dei limiti di allarme, ma sono stati avviati controlli più approfonditi, che proseguiranno nelle prossime 24-48 ore. L’Inalca, che detiene un’Autorizzazione integrata ambientale dal 2016 per la lavorazione di materie prime animali e il confezionamento del prodotto finito, si trova ora al centro di un fascicolo aperto dalle autorità competenti per accertare le cause dell’incendio, ancora ignote.

La preoccupazione più immediata, tuttavia, riguarda i circa 400 lavoratori dello stabilimento, molti dei quali si sono radunati davanti ai cancelli dell’azienda, visibilmente scossi e in lacrime. «È un disastro», ha commentato uno di loro, mentre altri hanno raccontato di aver udito diverse esplosioni prima di vedere le fiamme avvolgere il capannone. La paura per il futuro dell’attività produttiva è tangibile, considerando che l’Inalca rappresenta uno dei poli più importanti del Nord Italia per la lavorazione della carne e la logistica dei pasti.

Il Comune di Reggio Emilia, da parte sua, ha già espresso l’intenzione di sostenere l’azienda e i suoi dipendenti, con l’obiettivo di evitare la perdita di posti di lavoro e di ripristinare al più presto le attività. L’incendio, oltre ai danni materiali, ha infatti generato un impatto emotivo significativo non solo sui lavoratori, ma anche sui residenti della zona, che hanno vissuto momenti di tensione durante l’evacuazione.

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