Incendio Inalca, aria sotto controllo ma preoccupa il ritrovamento di amianto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra lunedì 10 e martedì 11 febbraio, un vasto incendio ha devastato lo stabilimento Inalca di via Due Canali a Reggio Emilia, coinvolgendo anche l’adiacente area della ditta Quanta Stock&Go. Le fiamme, divampate intorno all’1.30 di martedì mattina, hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che ancora oggi, a distanza di giorni, stanno lavorando per domare definitivamente il rogo. Nonostante le dimensioni dell’incidente, i primi rilievi effettuati da Arpae Reggio Emilia, in collaborazione con Ausl e Comune, hanno escluso la presenza di inquinanti nell’aria, rassicurando in parte la popolazione.

Tuttavia, le analisi condotte sul terreno hanno portato alla luce un elemento che ha riacceso le preoccupazioni: la presenza di amianto tra le macerie. Questo materiale, noto per la sua pericolosità se disperso nell’ambiente, è stato rinvenuto in quantità ancora da quantificare, sollevando interrogativi sulle operazioni di bonifica e sui potenziali rischi per la salute pubblica. Le autorità, pur confermando che la qualità dell’aria non è stata compromessa, hanno invitato i cittadini a seguire le raccomandazioni fornite, evitando di avvicinarsi all’area interessata dall’incendio.

La vicinanza dello stabilimento alla scuola d’infanzia ‘Alice’, situata a pochi metri di distanza, ha amplificato le ansie dei genitori. Alcuni, come Anna Lo Sasso, hanno preferito ritirare anticipatamente i propri figli, temendo gli effetti delle nubi tossiche generate dai fumi. Il piccolo parco giochi che separa la scuola dall’area industriale, normalmente frequentato dai bambini, è rimasto deserto nei giorni successivi all’incidente. L’odore acre, persistente nonostante le rassicurazioni ufficiali, ha contribuito a mantenere alta l’attenzione su possibili ripercussioni ambientali.

Le indagini sono ancora in corso per accertare le cause dell’incendio, che ha distrutto gran parte delle strutture coinvolte. Mentre i tecnici di Arpae continuano a monitorare la situazione, concentrandosi sia sull’aria che sui residui a terra, la priorità rimane quella di garantire la sicurezza della popolazione e di avviare le necessarie operazioni di smaltimento dei materiali pericolosi. La presenza di amianto, sebbene circoscritta, rappresenta una sfida non trascurabile, che richiederà interventi mirati e tempestivi per evitare ulteriori rischi.

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