Spari al corteo del 25 aprile a Roma, la caccia all’uomo in sella allo scooter parte dalle videocamere di sorveglianza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio assolato di ieri, a ridosso del Parco Schuster e a pochi passi dalla basilica di San Paolo, una zona gremita di pubblico nonostante — o forse proprio per questo — il massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine, è stato teatro di un gesto che ha squarciato la ritualità della Festa della Liberazione. Poco prima delle quattro, mentre il corteo si assestava verso la piazza, un individuo in sella a uno scooter di colore chiaro si è avvicinato a una coppia di cinquantenni che indossava al collo i fazzoletti tricolori dell’Anpi. Ha estratto un’arma, descritta come una pistola ad aria compressa o una soft-air, e ha esploso tre colpi da una distanza che gli investigatori stimano essere inferiore ai dieci metri. L’aggressore, con il volto completamente coperto da un casco integrale e il Corpo avvolto in una giacca dall’aspetto militare, non ha esitato ad aprire il fuoco in una via laterale affollata, via delle Sette Chiese; lì Nicola Fasciano e Rossana Gabrieli, questo il nome dei due feriti iscritti all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sono stati raggiunti dai pallini bianchi rispettivamente al collo/guancia e alla spalla.

Le indagini della Digos e il setaccio delle immagini per risalire all’aggressore e al suo percorso

Sul posto sono intervenuti prontamente i sanitari del 118, che hanno medicato le ferite superficiali ma sanguinanti della coppia; fortunatamente nessuno dei due versa in condizioni gravi, anche se lo stato di shock, raccontato dagli stessi attivisti durante la deposizione in commissariato, rimane rilevante. Gli inquirenti, al lavoro sotto il coordinamento della Procura di Roma dove l’ipotesi di reato al momento è quella di lesioni aggravate, stanno cercando di ricostruire minuto per minuto la traiettoria del fuggitivo. I poliziotti della Digos e del commissariato Colombo hanno avviato l’acquisizione massiva dei flussi video provenienti dalle telecamere di sorveglianza pubbliche e private dell’intero quadrante Ostiense, un lavoro certosino necessario per intercettare la targa dello scooter o il casco bianco del responsabile prima e subito dopo l’agguato.

Il commento dell’Anpi e la definizione politica del gesto: «È un attacco fascista, non ci fermeranno»

La tensione, trattenuta ma palpabile, si è riverberata immediatamente sul palco allestito in piazza Schuster. I dirigenti del comitato provinciale dell’Anpi di Roma hanno rotto il clima di festa per annunciare l’accaduto, definendo senza mezzi termini l’azione come «un attacco fascista» e un «gesto vile e vigliacco». In una nota ufficiale rilasciata a caldo, l’associazione ha espresso piena solidarietà ai due feriti — colpiti, viene sottolineato, mentre indossavano i simboli della Resistenza — e ha paragonato la loro reazione a quella dei partigiani i quali, come recita il comunicato, non si lasciarono mai intimidire da attacchi, retate o rappresaglie. La promessa, scandita a chiare lettere, è quella di continuare la «lotta per la memoria» contro ogni nazifascismo e autoritarismo, suggellando così una giornata che doveva essere di festa popolare ma che si è invece trovata a fare i conti con un episodio di cronaca nera a sfondo politico.

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