Chigi contro Schillaci, revocato il comitato vaccini dopo le polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero della Salute ha fatto marcia indietro sulla nomina del nuovo Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag), revocando l’intera commissione appena dieci giorni dopo la sua istituzione. La decisione, annunciata ieri mattina dal ministro Orazio Schillaci, arriva sullo sfondo di aspre critiche sollevate dalla presenza di due esperti, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, le cui posizioni critiche sulle politiche vaccinali hanno acceso il dibattito.

La mossa, formalizzata con un decreto firmato alle prime ore del giorno, è stata giustificata dalla necessità di «coinvolgere le categorie e gli stakeholder interessati», ma appare chiaramente influenzata dalle pressioni politiche. Fonti vicine al governo hanno sottolineato che la scelta non sarebbe stata concordata con Palazzo Chigi, tanto che il premier ha espresso riserve, definendola «non condivisa». Un attrito che mette in luce le divisioni interne sulla gestione delle politiche sanitarie, in un momento in cui la questione vaccini torna periodicamente al centro del dibattito pubblico.

Tra i nomi più contestati c’è quello di Bellavite, già professore all’Università di Verona, allontanato dall’ateneo nel 2021 dopo un’intervista in cui espresse dubbi sull’obbligo vaccinale. Lo stesso Bellavite ha respinto con forza l’etichetta di «anti-vaccinista», ribadendo di essere contrario non ai vaccini in sé, ma agli obblighi. «Si legga il mio libro – ha precisato – per capire che la mia posizione è motivata da argomentazioni scientifiche». La Lega, da parte sua, ha espresso solidarietà allo studioso, definendo la sua esclusione un «danno per il pluralismo».

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