Elezioni in Iran: un nuovo capitolo dopo la morte di Raisi
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Redazione Esteri
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L'Iran è al centro dell'attenzione mondiale oggi, con le elezioni che decideranno il successore di Ebrahim Raisi, il presidente iraniano morto in un incidente di elicottero il 19 maggio 2024. Questo evento ha catapultato l'Iran in una nuova fase delicata, lasciando il paese senza alcuni dei suoi vertici in un momento di elevata, e crescente, tensione regionale e internazionale.
I candidati e il processo elettorale
Per le elezioni si sono registrati ottanta candidati, ma solo sei sono stati selezionati dal Consiglio dei Guardiani, l'organo che seleziona la rosa delle persone idonee alla candidatura presidenziale. Questa selezione è stata guidata dagli ultraconservatori, che hanno scelto solo sei candidature su ottanta. Questa pratica non è nuova, era già accaduto nelle elezioni del 2021 quando i candidati giudicati idonei furono sette su cinquecento.
La sfida tra conservatori e riformisti
La competizione elettorale si preannuncia come uno scontro tra conservatori, con l'incognita rappresentata da Masoud Pezeshkian, l'unico candidato riformista ammesso. Molti elettori delusi potrebbero recarsi alle urne per tornare a votare un politico riformista come Pezeshkian, un medico di professione.
L'Iran dopo Raisi
L'improvvisa morte del presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi, ha lasciato il paese senza alcuni dei suoi vertici in un momento di elevata, e crescente, tensione regionale e internazionale. Il primo obiettivo iraniano dopo la scomparsa di Raisi è stato assicurare la continuità del potere e il funzionamento del sistema istituzionale sorto dalla Rivoluzione del 1979.
Oggi, 61 milioni di iraniani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente. Nonostante le sfide, l'Iran si prepara per un nuovo capitolo della sua storia politica. La comunità internazionale osserva con attenzione, in attesa di vedere come si svilupperanno gli eventi.




