Cinque euro in più per le sigarette: parte la raccolta firme per la legge anti-fumo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Parte oggi, nel solco di una battaglia di salute pubblica che da decenni cerca di arginare una piaga sociale, la raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che intende colpire il tabagismo attraverso un sostanziale inasprimento fiscale. L’iniziativa, promossa da un cartello di autorevoli realtà del mondo medico-scientifico come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), la Fondazione Airc e la Fondazione Umberto Veronesi, punta a incrementare di cinque euro il prezzo di tutti i prodotti contenenti nicotina destinati alla combustione o all’inalazione. Una manovra, questa, che non risparmierebbe neppure i dispositivi cosiddetti di nuova generazione, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, i quali, nonostante una percezione di minore danno, restano veicolo di dipendenza e oggetto di studio per i loro effetti a lungo termine.

Gli obiettivi della campagna e il peso del fumo in Italia

La campagna, che deve raggiungere la soglia delle cinquantamila sottoscrizioni per essere portata all’esame del Parlamento, si fonda su un duplice obiettivo, dichiarato e interconnesso. Da un lato, si propone di ottenere una significativa riduzione dei consumi, specialmente tra i più giovani, agendo sul deterrente economico, considerato uno degli strumenti più efficaci nelle politiche di prevenzione. Dall’altro, le risorse aggiuntive generate dall’aumento delle accise sarebbero destinate a confluire nel Servizio Sanitario Nazionale, in un meccanismo di compensazione che lega direttamente la fonte del danno al suo riparo. Il contesto in cui la proposta si inserisce è, del resto, allarmante: in Italia il fumo è ancora responsabile di oltre novantatremila decessi annui, rappresentando una delle prime cause evitabili di morte, ed è correlato a circa il ventisette per cento di tutti i casi di cancro, con costi sanitari e sociali che raggiungono la cifra di ventisei miliardi di euro l’anno.

Le modalità per aderire all’iniziativa popolare

Per firmare la proposta, rendendola così formalmente depositabile, tutti i cittadini maggiorenni possono accedere alla piattaforma digitale del Ministero della Giustizia, autenticandosi attraverso le credenziali Spid, la Carta di Identità Elettronica (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Questo sistema, che esclude per il momento la raccolta cartacea nelle piazze, snellisce il processo e ne garantisce al contempo la validità legale, aprendo a una partecipazione che vuole essere il più possibile ampia e trasversale. La scelta del canale digitale, peraltro, sembra rispondere anche all’intenzione di coinvolgere proprio quelle fasce della popolazione, come i giovani adulti, verso cui il messaggio preventivo è più indirizzato.

Il quadro normativo e le implicazioni sulla salute pubblica

La mossa delle fondazioni scientifiche si colloca in un panorama internazionale dove interventi fiscali aggressivi sul tabacco hanno mostrato, in diversi paesi, risultati incoraggianti in termini di riduzione della prevalenza dei fumatori. L’entità dell’aumento prospettato – cinque euro – è tale da rappresentare quasi un raddoppio del prezzo medio di un pacchetto di sigarette tradizionali, una soglia psicologica ed economica ritenuta cruciale per influenzare le abitudini di acquisto. I promotori sottolineano come la lotta al tabagismo, vista la latenza tra l’esposizione al fumo e l’insorgenza di patologie gravi, richieda investimenti preventivi a lungo termine, puntando a proteggere la salute fin dalle giovani generazioni. La proposta, evitando di concentrarsi su un unico prodotto, adotta una visione comprensiva della dipendenza da nicotina, equiparando nel provvedimento fiscale tutti i dispositizi di assunzione, un aspetto che potrebbe aprire un dibattito tecnico sulla loro differente risk profile ma che segna una linea di grande rigore.

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