Italia ai Mondiali, la storia si ripete: dagli 0-0 del '97 ai playoff del 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'accesso alla fase finale di un Mondiale, per la nazionale italiana, rappresenta da sempre un percorso che raramente si rivela privo di ostacoli, un cammino che spesso costringe a passare attraverso la porta stretta degli spareggi. La vittoria per 3-0 contro Israele a Udine, siglata da una doppietta di Mateo Retegui e da un gol di Mancini, ha sì consegnato la certezza aritmetica del secondo posto nel girone, ma ha anche rievocato, in maniera quasi speculare, un capitolo emblematico della storia azzurra. Se nel 1997, nonostante una campagna imbattuta che incluse una prestigiosa vittoria a Wembley, una serie di pareggi interni contro Inghilterra, Polonia e Georgia costrinse gli Azzurri di Cesare Maldini ai temuti playoff, oggi la situazione si ripete con un copione aggiornato. La Norvegia, infatti, ha praticamente ipotecato il primo posto e la qualificazione diretta, lasciando all'Italia di Rino Gattuso la consapevolezza di dover nuovamente affrontare la trafila degli spareggi per accedere alla Coppa del Mondo.

Il parallelo con il passato e l'ombra degli spareggi

Quel che accadde vent'anni dopo la beffa subita dagli inglesi, i quali si qualificarono a discapito dell'Italia pur avendo perso a Wembley, sembra ora proiettare la sua ombra lunga sul presente. Allora, come oggi, il cammino apparve complicato non tanto dalle sconfitte, che non ci furono, ma da una serie di risultati utili che, se da un lato permisero di chiudere il girone senza sconfitte, dall'altro non furono sufficienti per l'obiettivo primario. La qualificazione, in entrambi i casi, venne rimandata a un appuntamento successivo, più rischioso e carico di pressione, dimostrando come nel calcio il possesso del pallino non sempre si traduca in un vantaggio concreto in classifica.

Il meccanismo dei playoff e il quadro delle possibili avversarie

Con l'accesso ai playoff ormai matematico, sebbene permanga una possibilità remota di agganciare la vetta del girone, l'attenzione si sposta inevitabilmente sul funzionamento di questo meccanismo e sul ventaglio di squadre che potrebbero opporsi al progetto Italia. Il percorso, che si disputerà il prossimo marzo, vedrà coinvolte diverse nazionali di alto profilo, tra le quali figurano anche Svezia e Macedonia del Nord, formazioni che, per storia e caratteristiche, rappresentano avversarie tutt'altro che banali. Si tratta di un quadro complesso, suddiviso in fasce, che richiederà non solo valore tecnico ma anche una notevole preparazione atletica e mentale per superare l'ultimo, decisivo, scoglio.

La situazione attuale e il confronto con la Norvegia

La differenza di tre punti che separa l'Italia dalla Norvegia in testa al gruppo, con solo due partite rimanenti, rende il primo posto un'ipotesi puramente teorica. L'eventualità che la squadra scandinava, guidata dal suo fuoriclasse, possa crollare e lasciare spazio a un sorpasso appare come uno scenario estremamente improbabile, un dettaglio che spinge a concentrare tutte le energie e le analisi sulla preparazione degli spareggi. L'obiettivo, quindi, non è più la vetta del girone, ma l'ottimizzazione della condizione per affrontare al meglio quella che si prospetta come una vera e propria mini-competizione dentro la competizione, un'eredità che la storia recente e passata consegna nuovamente agli Azzurri.

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