Italia e i playoff mondiali, un destino che si ripete tra vecchi fantasmi e nuove regole
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Redazione Sport
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La vittoria per 3-1 sull'Estonia, seppur utile, non basta a scalfire la pesante realtà della classifica, che vede la Norvegia, travolta da un'imbattibilità quasi assoluta, procedere a ritmo serrato verso la vetta. Con tre partite ancora da disputare, il distacco di sei punti, unito a una differenza reti che appare un vero e proprio abisso, rende il primo posto un'ipotesi remota, confinata in calcoli che sconfinano nell'improbabile. Servirebbero, infatti, una serie di risultati perfetti, incluso un successo nello scontro diretto, accompagnati da un clamoroso passo falso della squadra scandinava, la cui marcia sembra inarrestabile.
Il meccanismo degli spareggi e l'appuntamento di Zurigo
Di fronte a questo scenario, la nazionale italiana è costretta a volgere lo sguardo verso l'alternativa degli spareggi, un percorso che, sebbene accidentato, rappresenta l'ultimo varco disponibile per la qualificazione. Il meccanismo, che coinvolgerà le formazioni giunte seconde nei rispettivi gironi, troverà il suo momento definitorio a Zurigo, in un appuntamento fissato per il 21 novembre 2025. In quella sede verranno stabilite le semifinali, in programma per il marzo successivo, e le successive finali che decreteranno le squadre ammesse alla fase finale della Coppa del Mondo.
Il peso della storia e gli spettri del passato
La possibilità di dover affrontare i playoff riaccende, quasi per una beffarda coincidenza, i riflettori su alcune pagine difficili della storia azzurra. Se la vittoria contro Israele garantisse la testa di serie, si aprirebbe comunque il ventaglio di avversarie potenziali, tra le quali potrebbero celarsi proprio quelle nazionali che, in epoche diverse, hanno negato all'Italia l'accesso alla massima competizione. Un'eventualità che riecheggia, in particolare, la qualificazione per il Mondiale del 1998, quando la squadra di Cesare Maldini, pur rimanendo imbattuta e conquistando persino la vittoria a Wembley, fu costretta allo spareggio a causa di una serie di pareggi interni che ne minarono il cammino.
L'eredità di un percorso mai lineare
Quel percorso, che vent'anni dopo si sarebbe ripetuto con esiti ancor più amari, dimostra come la strada per la qualificazione sia spesso lastricata di insidie e di imprevisti, dove un singolo risultato può ribaltare interi campionati. La differenza reti, gli scontri diretti e la costanza in trasferta diventano, in queste fasi, elementi decisivi, capaci di trasformare un girone apparentemente controllato in un labirinto dal quale è difficile uscire. La squadra di oggi, pertanto, si trova a dover gestire non solo la pressione del presente, ma anche l'ingombrante eredità di un passato che torna puntuale a bussare alla porta.




