La notte magica di Valverde e l'errore fatale di Donnarumma che scatena il Bernabeu

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Corre il ventesimo minuto del primo tempo quando Thibaut Courtois, con un rinvio lungo dalle sue mani, innesca la corsa di Federico Valverde. Il centrocampista uruguaiano, capitano del Real Madrid in questa notte di Champions League, approfitta di una disattenzione di Nico O’Reilly — il giovane terzino del Manchester City schierato da Pep Guardiola — e si presenta davanti a Gianluigi Donnarumma. È a quel punto che l’azione, già di per sé pericolosa, si trasforma in un episodio destinato a fare discutere. Il portiere della Nazionale italiana, in uscita disperata, sembra per un istante poter intercettare il pallone, ma all’ultimo secondo ritrae il braccio, quasi come se temesse di trovarsi fuori dall’area di rigore, e spalanca così la strada all’avversario che lo supera con un tocco morbido prima di depositare il pallone nella rete vuota. Una frazione di secondo, una leggerezza, e il tabellone del Santiago Bernabeu si porta sull’uno a zero per i blancos.

L’errore, perché di un errore tecnico a tutti gli effetti si tratta nonostante le successive analisi tattiche, ha immediatamente acceso i riflettori sull’estremo difensore italiano. In molti, tra gli addetti ai lavori e i tifosi sui social, hanno sottolineato come Donnarumma, se non avesse avuto quel tentennamento, avrebbe potuto quantomeno contrastare la conclusione se non addirittura intervenire con le mani, trovandosi ancora all’interno della propria area. C’è chi, come l’ex portiere Joe Hart intervenuto sui microfoni di TNT Sports, ha provato a offrire una lettura più tecnica della giocata, ipotizzando che l’estremo difensore del City abbia fatto un calcolo rapidissimo, quasi istintivo, preferendo rinunciare alla presa pur di evitare il rischio di un fallo da rigore o, peggio, di un cartellino rosso che avrebbe lasciato la sua squadra in inferiorità numerica per quasi tutto l’incontro. Una spiegazione razionale, certo, ma che non attenua la portata di un episodio che ha rotto l’equilibrio di una partita cominciata con un Manchester City propositivo e padrone del campo.

La tripletta dello scatenato Valverde che stende gli uomini di Guardiola

Se il primo gol porta la firma di un errore altrui, i successivi due portano indelebile il marchio di Federico Valverde. L’uruguaiano, appena sette minuti dopo la rete del vantaggio, raddoppia con un sinistro potente e preciso che si infila alle spalle di Donnarumma, lasciando di fatto spiazzata l’intera difesa ospite. Ma il meglio deve ancora venire. Al quarantaduesimo minuto, Brahim Diaz confeziona un assist di tacco illuminante per l’accorrente Valverde, il quale controlla al volo superando Marc Guehi — il difensore inglese classe 2005 — e con un delizioso scavetto mette il pallone in rete per la terza volta, siglando una tripletta che vale il tre a zero con cui si chiuderà il primo tempo. Una prestazione mostruosa, la sua, che richiama alla memoria le notti magiche di Karim Benzema, perentoria e risolutiva. Non male per una squadra, quella di Álvaro Arbeloa, scesa in campo priva di pezzi da novanta come Kylian Mbappé, Jude Bellingham e Rodrygo, tutti fermi ai box per infortunio. Il tecnico spagnolo, subentrato a Xabi Alonso dopo l’esonero dello scorso dicembre, ha visto la sua scommessa vinta alla grande, con un undici titolare che, nonostante le assenze, ha letteralmente dominato la scena.

Il peso specifico di una serata da incorniciare per i blancos

La partita di andata degli ottavi di finale, in programma proprio mentre entrambe le squadre occupano il secondo posto nei rispettivi campionati dietro a Barcellona e Arsenal, aveva sulla carta tutti i crismi dell’equilibrio. L’ultimo precedente al Bernabeu, risalente al dieci dicembre scorso nella fase a gironi, aveva sorriso agli inglesi, impostisi per due a uno con le reti di O’Reilly e Haaland dopo il momentaneo vantaggio firmato Rodrygo. Quella partita, peraltro, rappresentò l’ultima del ciclo di Xabi Alonso alla guida delle merengues. Stavolta, però, la musica è cambiata radicalmente. L’approccio della squadra di Arbeloa è stato perfetto dal punto di vista dell’intensità e della concentrazione, e l’episodio favorevole ha fatto il resto, scatenando l’entusiasmo di un pubblico, quello madrileno, abituato a certe notti europee e perfettamente consapevole che il triplo vantaggio rappresenta un tesoro prezioso in vista del ritorno all’Etihad Stadium.

L’analisi a caldo e la ridda di commenti sul web

Mentre Valverde raccoglieva gli applausi di tutto lo stadio, la sua prestazione, impreziosita dalla prima tripletta in carriera in Champions League, diventava immediatamente virale, così come d’altronde l’errore di Donnarumma finiva nel mirino degli utenti dei social network, pronti come sempre a esprimere giudizi tranchant. Il paragone con l’ex attaccante francese del Real, uno specialista in triplette pesanti come quella messa a segno questa sera, è scattato immediato e spontaneo. L’uruguaiano ha letteralmente surclassato gli avversari, mostrando un repertorio variegato di conclusioni che hanno messo a nudo i limiti di una difesa, quella del City, apparsa troppo spesso in affanno e incapace di arginare le sue sortite. Per Guardiola, che aveva preparato la partita con l’obiettivo di colpire in trasferta, si tratta di una doccia gelata, un passivo pesante da dover ribaltare tra sette giorni in Inghilterra. E tutto è nato da quel rinvio lungo di Courtois, da quella disattenzione difensiva e, soprattutto, da quel fatale tentennamento del portiere azzurro.

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