Flora Tabanelli e quel bronzo olimpico vinto con il crociato rotto: "Metà è di mio fratello"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sembrava dovesse essere l'anno della consacrazione, e così è stato, anche se il copione scritto lo scorso novembre, quando un allenamento si è trasformato in un incubo con la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, raccontava tutt’altra storia. E invece Flora Tabanelli, diciotto anni compiuti da pochi mesi, è salita sul terzo gradino del podio nel big air di sci freestyle a queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026, regalando all’Italia la prima medaglia della sua storia in questa disciplina. Un’impresa che sa di miracolo sportivo, se si contano i giorni: centodue, esattamente quelli trascorsi dall’infortunio alla gara di Livigno. La giovane emiliana, cresciuta nello Ski College di Pozza di Fassa e da quest’anno in forza all’Esercito, ha scelto una strada diversa da quella classica, quella della terapia conservativa invece del bisturi, un rischio calcolato per poter essere presente ai Giochi di casa -1-2-6.

Il peso di una scelta, la paura e l’abbraccio a Miro

La sua partecipazione è stata in bilico fino all’ultimo, un’eventualità che la stessa atleta non dava per scontata. “I pensieri ci sono stati, anche qualche ora fa, ieri, tutti i giorni”, ha confessato in conferenza stampa, con gli occhi ancora lucidi e quella medaglia di bronzo che pesava come l’oro al collo. La paura di non farcela, racconta, è stata compagna costante di questi tre mesi, quelli trascorsi al centro J-Medical di Torino per la riabilitazione, dove ha trovato una fonte d’ispirazione inaspettata: Federica Brignone, con cui ha condiviso sedute di fisioterapia e prime discese sulla neve una volta tornata in piedi. Il tributo più sentito, però, è andato a un’altra figura, quella del fratello Miro, anche lui freestyler azzurro in queste Olimpiadi. “Alla fine ho abbracciato lui”, ha detto, “perché metà di questa medaglia è sua. Ci ha messo il cuore, ha dato tutto per aiutarmi in questo periodo” -5-7-10.

La notte dei salti e la dedica alla passione

Sotto la neve di Livigno, in una gara che aveva visto il rinvio a causa delle condizioni meteo, la Tabanelli ha costruito il suo capolavoro con pazienza. Dopo un primo salto pulito che l’ha subito proiettata in terza posizione, è stata la terza e ultima run a fare la differenza: un 1600 double atterrato alla perfezione, il punteggio più alto della finale sul singolo salto, 94.25 punti, che l’ha proiettata definitivamente sul podio alle spalle della canadese Megan Oldham e della cinese Eileen Gu -6-8. “Nella terza prova dovevo recuperare qualche decimo di punto – ha spiegato – e ho deciso di puntare sul 1600 non perché fossi sicura, ma perché volevo farlo. Ci ho provato, ho dato tutto”. Poi la dedica a tutti coloro che l’hanno sostenuta, in un flusso di parole che mescolavano la fatica fisica a quella mentale. “È stata una strada lunga, ma l’ho fatta con la passione”, ha concluso, raccontando di una vita “nata sulla neve” e di uno sport che, nonostante tutto, le regala emozioni ogni giorno -5.

L’ombra della chirurgia e una base in Val di Fassa

Per permetterle di gareggiare, lo staff medico federale ha optato per una soluzione temporanea: una sorta di tutore, una “titanchiera” come l’ha definita lei stessa, che le bloccasse il ginocchio durante i salti per evitare peggioramenti. Un espediente che, seppur efficace, non ha eliminato il problema di fondo. La stessa Tabanelli, originaria di Fanano ma residente ormai da anni in Val di Fassa, una valle che offre strutture e collegamenti funzionali alla sua crescita atletica, ha già annunciato che dopo i Giochi si sottoporrà all’intervento chirurgico per ricostruire il legamento -4-7. Un’operazione rinviata per inseguire un sogno, quello di partecipare e vincere davanti al pubblico di casa, un rischio che ha pagato. La sua storia, in questi giorni, si intreccia inevitabilmente con quella di altre atlete, come Lindsey Vonn, anche lei tornata alle gare dopo un infortunio simile ma con un epilogo diverso, finito in una caduta e in una nuova frattura -4-7.

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