Trapani, l’ennesima stangata del tribunale federale: altri cinque punti di penalizzazione che sprofondano i granata all’ultimo posto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calvario giudiziario che avvolge il Trapani Calcio non accenna a placarsi, anzi, con l’ultimo verdetto del Tribunale Federale Nazionale si è aggiunto un nuovo, pesantissimo capitolo a una stagione che, sul piano strettamente sportivo, sembra ormai segnata in modo indelebile. La decisione, attesa dopo il deferimento dello scorso 5 marzo, ha inflitto al club siciliano una penalizzazione di cinque punti in classifica da scontare immediatamente nella corrente stagione sportiva, accompagnata da un’ammenda di duemila euro. Questo provvedimento, che porta a venticinque il totale dei punti complessivamente sottratti ai granata nel corso di questa annata, affonda le sue radici nelle persistenti violazioni di natura amministrativa che continuano a minare le fondamenta economiche della società presieduta da Valerio Antonini.

La recidiva amministrativa e il peso delle cartelle

Il nuovo -5, che fa seguito a una serie interminabile di sanzioni, è stato comminato per il mancato adempimento degli obblighi contributivi e fiscali alla scadenza del 16 febbraio. Nello specifico, il club non aveva ancora regolarizzato due rate relative a Inps e Irpef, scadute nei mesi di agosto e settembre, che rientravano in un piano di rateizzazione concordato con l’Agenzia delle Entrate. L’istruttoria era stata avviata a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, un organismo che vigila con attenzione sulla salute finanziaria dei club professionistici. La difesa del Trapani, come già accaduto in precedenti occasioni, aveva tentato di arginare la stangata facendo leva sulla sospensiva delle cartelle ottenuta dalla locale Commissione tributaria, un argomento che però non ha trovato accoglimento da parte dei giudici sportivi.

Effetti immediati sulla classifica del girone C

Le conseguenze di questa nuova decurtazione sul campo sono state immediate e spietate. Il Trapani, che già navigava in acque tempestose nelle retrovie del girone C, è scivolato a quota ventidue punti, andando così a condividere l’ultimo posto della graduatoria con il Siracusa. Un dato, quest’ultimo, che assume un significato particolarmente amaro per la Sicilia calcistica: esclusa la piazza di Catania, attualmente impegnata nelle zone alte della classifica, le due rappresentanti dell’isola in questo raggruppamento si ritrovano a lottare per la disperata salvezza con un fardello di penalizzazioni che appare quasi insormontabile. La situazione è paradossale se si considera che, pur avendo conquistato sul rettangolo verde un numero di punti sufficiente per una tranquilla salvezza, il cumulo delle sanzioni – che ora tocca quota venticinque – ha di fatto azzerato ogni margine di sicurezza.

L’anticipo della corte e il futuro immediato

Quest’ultima stangata arriva a distanza di poche ore dal respingimento, da parte della Corte Federale d’Appello, del ricorso presentato dal Trapani contro la precedente penalizzazione di cinque punti (quella inflitta il 9 marzo). In quella stessa sede, era stato respinto anche il reclamo della Procura Federale che, ritenendo troppo blanda la sanzione, aveva spinto per la clamorosa esclusione del club dal campionato. Se da un lato la permanenza in Serie C è stata dunque garantita, evitando il tracollo definitivo, dall’altro l’esito del nuovo deferimento dimostra come la recidività nelle inadempienze sia stata considerata un’aggravante di non poco conto. Con quattro giornate ancora da disputare, il distacco dalla quintultima posizione, quella che garantirebbe la salvezza diretta senza passare dai playout, si è ulteriormente dilatato, configurando un quadro di estrema difficoltà per i granata, costretti ora a inseguire un miracolo sportivo per evitare il baratro della retrocessione.

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