Maltempo in Lombardia, elicottero salva neonata e madre bloccate sull'auto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un violento nubifragio, abbattutosi tra lunedì e martedì scorsi sulla Lombardia, ha lasciato dietro di sé una scia di disagi e situazioni di pericolo, mettendo a dura prova i soccorsi e sconvolgendo la quotidianità di interi territori, in particolare nel Comasco e nell’area metropolitana di Milano. Uno degli episodi più drammatici si è consumato a Lentate sul Seveso, uno dei centri più colpiti dall’ondata di maltempo, dove una madre e la sua bambina di soli dieci mesi sono rimaste intrappolate nella propria auto, circondata dalla piena. I vigili del fuoco, intervenuti con l’elisoccorso, hanno portato in salvo entrambe con una spettacolare operazione che ha visto un soccorritore calarsi dal velivolo per prelevare prima la neonata, sistemata in una culla speciale, e successivamente la donna, affidando poi il loro stato di salute al personale del 118.
A Milano, tuttavia, l’emergenza ha assunto proporzioni ben più ampie, coinvolgendo direttamente centinaia di famiglie. L’esondazione del torrente Seveso ha trasformato alcuni plessi scolastici in isole inaccessibili, costringendo oltre trecento tra bambini, ragazzi, insegnanti e personale a una forzata permanenza presso la scuola primaria Locatelli e la secondaria di primo grado Tommaseo, situate in via Veglia e piazzale Istria. Per tutto il corso della giornata, i genitori si sono trovati di fronte a uno scenario da incubo, come ha raccontato un padre che ha potuto riabbracciare il figlio solo verso le otto di sera. Alcuni, in un gesto dettato dalla preoccupazione, hanno preferito raggiungere i propri figli guadando le acque che circondavano gli edifici, portandoseli via sulle spalle per sottrarli a quella clausura involontaria.
L’intervento dei vigili del fuoco è stato determinante anche in altre zone della città. È stata evacuata, infatti, la scuola paritaria di via Val Cismon, nella zona di Niguarda, mentre i bambini della scuola di via Arbe sono stati fatti uscire intorno alle dodici e trenta. Alla Locatelli, dove l’attesa per l’evacuazione in sicurezza si è protratta fino alle diciotto, i soccorritori hanno organizzato insieme ai genitori una sorta di ponte aereo per far arrivare cibo e acqua ai piccoli rimasti bloccati. Questi episodi, seppur a lieto fine, hanno messo in luce la vulnerabilità di un’area metropolitana di fronte a eventi atmosferici estremi.




