La proposta russa di Schröder come mediatore e la replica di Tajani: “Il negoziatore lo sceglie l’Ue”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente russo Vladimir Putin ha avanzato il nome dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder – classe 1942, alla guida della Germania con i Socialdemocratici dal 1998 al 2005 – come possibile mediatore per un negoziato di pace con l’Ucraina, una figura che, per quanto controversa, vanta un’intensa attività volta a consolidare le relazioni economiche bilaterali, specialmente nel settore energetico. È proprio quel rafforzamento dei legami commerciali, che ha caratterizzato il suo mandato e che successivamente gli è valso – una volta ritiratosi dalla vita politica attiva – incarichi di primo piano in compagnie energetiche russe, a rendere Schröder, agli occhi del Cremlino, un interlocutore gradito e, per certi versi, una sorta di “ponte” umano e professionale con Mosca. Le dichiarazioni di Putin sono arrivate al termine di una celebrazione in forma ridotta per il Giorno della vittoria, ricorrenza in cui la Russia ricorda la sconfitta del nazifascismo nella Seconda guerra mondiale; in quella stessa occasione il leader del Cremlino ha ribadito la propria disponibilità a parlare con l’Unione Europea, immaginando proprio nell’82enne ex cancelliere il negoziatore ideale.

La tregua violata e i segnali dal fronte

Intanto, sul terreno, la situazione rimane tutt’altro che pacificata. Diversi governatori di regioni ucraine hanno denunciato attacchi e violazioni della tregua – quell’annuncio della sospensione delle ostilità dal 9 all’11 maggio era stato dato dal presidente americano Donald Trump, da oltre un anno alla Casa Bianca, e poi confermato tanto da Mosca quanto da Kiev – senza che però si sia tradotto in un effettivo stop ai combattimenti. Le segnalazioni di nuovi raid e azioni militari si susseguono, mentre il Cremlino, da parte sua, ha fatto sapere che due figure vicine all’amministrazione statunitense, Witkoff e Kushner, sono attese a Mosca, un movimento diplomatico che si inserisce in una fase di fibrillazioni e timidi riavvicinamenti.

La presa di posizione di Tajani: niente nomi imposti

Alla proposta russa è giunta però una netta replica dal governo italiano, per voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Il negoziatore lo sceglie l’Europa – ha dichiarato Tajani –, non la Russia”. In una nota ripresa anche da testate come l’Adige, il titolare della Farnesina ha chiarito che sarà l’Unione Europea a designare collegialmente il proprio rappresentante per un eventuale tavolo di pace, sottolineando come l’importante sia che l’Europa sia parte integrante del negoziato. “Anche perché – ha aggiunto – avendo imposto le sanzioni alla Russia, per toglierle in caso della fine della guerra serve l’intervento dell’Unione Europea; quindi sarà il miglior rappresentante possibile, non lo sceglie di certo la Russia il mediatore da parte europea”.

Una figura ingombrante e un dossier aperto

Schröder, che ha 82 anni e che dopo la fine del suo mandato da cancelliere ha accettato incarichi in aziende energetiche russe – alimentando per anni critiche e dibattiti sulla sua tenuta etica – si trova così al centro di una partita diplomatica complessa, in cui Mosca ne valorizza i legami storici mentre l’Ue rivendica la propria autonomia di scelta. La sua candidatura, per quanto suggestiva, si scontra con la ferma posizione espressa da Tajani, il quale ribadisce che nessuna imposizione esterna potrà determinare chi siederà al tavolo dalla parte europea. Resta dunque aperto il capitolo dei possibili canali di dialogo, mentre le violazioni della tregua e gli annunci di incontri a Mosca tengono alta l’attenzione su un conflitto che non accenna a una rapida risoluzione.

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