Russia boccia i colloqui in Vaticano: "Irrealistico discutere in sede cattolica"
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Redazione Esteri
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La possibilità di un negoziato tra Russia e Ucraina sotto la mediazione del Vaticano, anticipata dal Wall Street Journal, è stata categoricamente respinta da Mosca. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha definito "irrealistico" lo scenario di un dialogo in una sede cattolica, sostenendo che "non è elegante" per due Paesi a maggioranza ortodossa discutere di pace in quel contesto. Le sue parole, riportate dall’agenzia Tass, lasciano poco spazio a interpretazioni: il Cremlino non considera il Vaticano un interlocutore neutrale, soprattutto quando si tratta di questioni che toccano gli equilibri religiosi in Ucraina.
Tra le "cause fondamentali" del conflitto, secondo Lavrov, vi sarebbe "il percorso di distruzione della Chiesa ortodossa ucraina" da parte di Kiev. Un’accusa che si inserisce in una lunga serie di tensioni tra il Patriarcato di Mosca e quello di Kyiv, indipendente dal 2019. Intanto, mentre la diplomazia russa respinge ogni mediazione esterna, Vladimir Putin ha ordinato la creazione di una "zona cuscinetto" lungo il confine con l’Ucraina, un provvedimento che Kiev interpreta come un ulteriore segnale di escalation. A conferma di questa linea, Mosca ha testato un missile Kalibr nel Mare di Barents, dimostrando ancora una volta che la priorità rimane quella militare.
Il governo ucraino, dal canto suo, non ha esitato a commentare: "È la prova che la Russia non vuole la pace". Eppure, proprio mentre Lavrov chiudeva le porte al dialogo in Vaticano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava il completamento di uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, un gesto che, seppur marginale, dimostra come canali di comunicazione esistano ancora.
Sullo sfondo, resta l’impegno del Vaticano, che da febbraio 2022 non ha mai smesso di cercare una soluzione diplomatica. Ma se per alcuni la Santa Sede rappresenta un simbolo universale di pace, per altri – e la Russia è tra questi – la sua neutralità è in discussione. La guerra, intanto, prosegue senza tregua, e le parole di Gandhi sulla forza delle cause giuste suonano oggi più come un monito che come una speranza.




