Foggia, notte di Capodanno tra fuochi illegali e l'assalto al bancomat in via Telesforo
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Redazione Interno
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La prima notte del 2026 a Foggia, come del resto in tante altre città italiane, è stata caratterizzata dal consueto, pericoloso frastuono dei botti di fine anno. Quei botti, che oltre a rappresentare un grave rischio per l'incolumità pubblica, hanno offerto una copertura sonora ideale per azioni criminali di ben altra portata. Nella confusione generale, mentre numerosi interventi dei vigili del fuoco erano necessari per spegnere balconi e alberi incendiati da fuochi d'artificio illegali – come nel caso di via Brindisi, dove le fiamme hanno divorato due terrazzi –, una banda di malviventi ha messo a segno un'azione ben più lucida e pianificata.
L'esplosione che ha squarciato la notte
Poco prima dell'una, quando i festeggiamenti raggiungevano il loro culmine, un boato più secco e potente si è mescolato ai botti di Capodanno in via Paolo Telesforo. L'obiettivo era lo sportello automatico della filiale Bpm, preso di mira con esplosivo. L'effetto della detonazione, che i ladri speravano passasse inosservata nel caos della notte, è stato invece dirompente, producendo una scena di devastazione che il giorno dopo ha sconcertato la città. La forza dell'esplosione ha divelto le porte d'ingresso della banca, ha frantumato le vetrate e ha proiettato detriti a decine di metri sulla strada, mentre all'interno il crollo di parte del controsoffitto completava il quadro di un vero e proprio scempio. Al posto del bancomat, le forze dell'ordine intervenute hanno rinvenuto solo una finestra vuota e un groviglio di cavi di alimentazione tranciati, testimonianza muta della rapidità e della determinazione con cui è stato eseguito il colpo.
Un modus operandi che si ripete
Quello di Foggia non è, purtroppo, un episodio isolato né casuale, ma si inserisce in una lunga e preoccupante serie che sembra non conoscere sosta. Come riportano le cronache dei giorni precedenti, il 2025 si era chiuso proprio con un assalto analogo e riuscito presso una filiale di un altro istituto di credito a San Severo, dimostrando come le bande specializzate in questo tipo di furti agiscano con una frequenza allarmante in tutta la provincia. Sfruttare le occasioni di rumore collettivo, che siano i botti di Capodanno o altri eventi, è divenuta una strategia consolidata, finalizzata a mascherare il suono distintivo degli esplosivi e a muoversi in un contesto dove l'attenzione dei cittadini e la capacità di reazione delle forze dell'ordine sono inevitabilmente disperse da una moltitudine di altre emergenze.
Le indagini e i danni materiali
Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la dinamica precisa dell'assalto e per identificare i responsabili, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo ogni possibile elemento utile. Al di là delle indagini, resta tangibile il bilancio dei danni, che sono ingenti e non si limitano al solo macchinario asportato. La filiale bancaria ha subito un danno strutturale rilevante, che ne comprometterà l'agibilità e la fruibilità per un periodo di tempo non breve, con costi di riparazione molto elevati. Un atto che, oltre al tentativo di furto, ha sfigurato un esercizio commerciale e ha gettato un'ombra sinistra sull'inizio dell'anno in un intero quartiere, costretto a risvegliarsi tra le macerie di un gesto di criminalità violenta.




