Foggia, assalto al bancomat nel caos dei botti di Capodanno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alba del primo giorno dell’anno ha mostrato i segni, ancora una volta, di un modus operandi che sembra replicarsi con inquietante regolarità, mentre Foggia si trovava a fare i conti con la devastazione lasciata da un assalto dinamitardo allo sportello automatico di una filiale bancaria in via Telesforo. Nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, approfittando della coltre sonora creata dai fuochi d’artificio e dai festeggiamenti, un gruppo di malviventi ha fatto esplodere il bancomat della Bpm, confidando, non a torto, che il frastuono generale coprisse il botto dell’ordigno. L’esplosione, che ha rimbombato poco prima dell’una, ha provocato una scena di distruzione, con vetrate polverizzate, infissi divelti e detriti che si sono sparsi sulla sede stradale, rendendo tangibile la violenza dell’azione.

La scena del crimine all'alba del 2026

Gli agenti delle forze dell’ordine, giunti sul posto, hanno trovato uno scenario che ormai purtroppo non sorprende, ma che ogni volta racconta la medesima storia di audacia criminale: al posto del distributore di contanti, una finestra vuota, con solo alcuni cavi di alimentazione penzolanti a testimoniare ciò che era stato asportato. I danni, peraltro, non si sono limitati al solo sportello esterno, poiché la deflagrazione ha causato il crollo di parte dei pannelli del controsoffitto anche all’interno dell’agenzia, mentre le porte d’ingresso, divelte dalla forza dell’esplosivo, giacevano in brandelli. La tecnica, che sfrutta la confusione delle grandi ricorrenze, appare dunque consolidata, come dimostra il fatto che poche ore prima, a San Severo, un altro istituto di credito fosse stato colpito con successo.

Il collegamento con una serie criminosa

L’episodio di Foggia non costituisce, invero, un fatto isolato, ma si inserisce in una filiera di attacchi che hanno segnato la conclusione del 2025 e l’inizio del nuovo anno, quasi a sottolineare una continuità operativa da parte di gruppi specializzati in questo genere di rapine. La scelta di agire nella notte di Capodanno, quando l’attenzione è rivolta altrove e il rumore di fondo è assordante, rivela una pianificazione accurata, volta a minimizzare i rischi di essere scoperti nel momento cruciale dell’esplosione. La dinamica, del resto, ripete elementi già visti, dove l’esplosivo diviene lo strumento principe per azzerare i tempi di azione e massimizzare, almeno nelle intenzioni degli assalitori, il bottino, sebbene in questo caso le indagini dovranno accertare quanto effettivamente sia stato sottratto.

Le indagini e la risposta delle forze dell'ordine

Sul posto, oltre ai primi soccorritori, sono immediatamente intervenuti i tecnici della scientifica e gli investigatori, chiamati a raccogliere ogni possibile traccia lasciata dagli autori del gesto, i quali, dopo aver fatto saltare lo sportello, sono fuggiti senza lasciare, apparentemente, alcuna testimonianza diretta della loro identità. Le inchieste, che proseguono senza sosta, si concentrano ora sull’analisi del materiale video delle telecamere di sorveglianza della zona, le quali, se non direttamente puntate sul bancomat, potrebbero aver immortalato movimenti sospetti di veicoli o di persone nelle ore precedenti e successive al fatto. La ricostruzione dei percorsi di fuga, unita allo studio dei residui esplosivi, costituisce, in questi frangenti, uno degli assi principali su cui si sviluppa il lavoro degli inquirenti, i quali devono districarsi in un quadro dove la premeditazione è palese, ma le identità restano, per il momento, celate nell’anonimato della notte.

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