Antonelli vince a Madrid e allunga: ottava vittoria stagionale, il Mondiale 2026 è sempre più vicino
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
Ci sono uomini che i numeri li sfiorano appena, quasi infastiditi. Poi ci sono i conti, quelli che si fanno alla fine e che nello sport non mentono mai. E i conti, oggi, dicono che Andrea Kimi Antonelli ha vinto otto gare in una sola stagione di Formula 1, un traguardo che lo proietta in una cerchia ristretta di piloti capaci di tanto.
Con il successo conquistato domenica sul nuovissimo circuito di Madrid, il ventenne della Mercedes ha centrato l'ottava affermazione su quattordici Gran Premi disputati, consolidando un primato in classifica che ora vale 81 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell.
Il club dei grandi
Vincere otto gare in un singolo Mondiale non è un'impresa banale. Prima di Antonelli, soltanto nove piloti nella storia della Formula 1 erano riusciti in questa impresa: Mika Hakkinen, Damon Hill, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Michael Schumacher, Sebastian Vettel, Nico Rosberg, Lewis Hamilton e Max Verstappen. Tutti nomi che hanno scritto pagine indelebili del motorsport, tutti campioni del mondo. Il bolognese, al secondo anno nella massima serie, si è inserito in questa lista con una naturalezza che lascia intendere quanto il suo talento sia precoce e, soprattutto, concreto.
La gara di Madrid
Sul tracciato semi-cittadino allestito nel quartiere fieristico di IFEMA, Antonelli ha costruito il successo con una gestione impeccabile delle fasi cruciali. Partito alle spalle di Lando Norris, che aveva conquistato la pole position, il pilota Mercedes ha sfruttato al meglio una virtual safety car per effettuare la sosta gratuita e portarsi al comando. Da quel momento in poi ha amministrato il vantaggio con freddezza, respingendo il tentativo di rimonta di Max Verstappen, secondo al traguardo, e dello stesso Norris, terzo.
La Ferrari di Charles Leclerc si è fermata ai piedi del podio, mentre Lewis Hamilton ha visto la sua gara terminare dopo pochi giri per un problema ai freni, un ritiro pesante che lo allontana ulteriormente dalla vetta della classifica.
La classifica aggiornata
La graduatoria iridata vede Antonelli saldamente al comando con 292 punti. Russell, quinto a Madrid, segue a 211, mentre Hamilton scivola a 191 dopo lo zero spagnolo. Norris risale a 186, a soli cinque punti dal sette volte iridato, mentre Leclerc si ferma a 167. Più staccati Verstappen a 145 e Oscar Piastri a 120. Tra i costruttori, la Mercedes guida con 503 punti contro i 358 della Ferrari e i 306 della McLaren.
Le parole di Wolff
Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha commentato la prestazione del suo pilota con una punta di ironia affettuosa, rivelando un episodio via radio avvenuto a sei giri dalla fine. «Mi fa: "Controllate la macchina, ho appena sfiorato il muro". Io ho risposto: "Cosa?!"», ha raccontato Wolff. «Mi sta facendo venire i capelli grigi! Ma forse è fatto così, ed è proprio questo a renderlo incredibilmente veloce».
Il dirigente austriaco ha poi sottolineato la maturità del ventenne: «Fuori dall'abitacolo è un ragazzo genuino, ma quando si infila il casco diventa un pilota incredibilmente maturo. E se dice che non pensa al campionato, vi assicuro che è la verità».
Il precedente di Ascari
Per l'Italia, un pilota in testa al Mondiale di Formula 1 a questo punto della stagione è una condizione che non si verificava da decenni. L'ultimo italiano a vincere il titolo iridato fu Alberto Ascari nel 1953, al volante della Ferrari. Antonelli, con le sue otto vittorie stagionali, ha già superato il numero di successi in carriera di Russell, che in cinque stagioni nella categoria ne ha collezionati sette.
Il bolognese ha raggiunto quota otto in appena 38 Gran Premi disputati, una media impressionante che lo colloca al secondo posto tra i piloti italiani con più vittorie nella storia, alle spalle proprio di Ascari.
L'atteggiamento del campione
«Non voglio complicare le cose o guidare pensando al campionato o al risultato. Voglio semplicemente guidare e fare del mio meglio». Antonelli ha ripetuto anche dopo Madrid il suo mantra, quello di un pilota che dice di non guardare la classifica e di non voler cambiare approccio. Spingere, sempre. Anche quando il margine è rassicurante e basterebbe gestire. Lo ha fatto anche domenica, toccando un muretto nel finale che ha fatto trattenere il respiro ai box Mercedes, prima di tagliare il traguardo davanti a tutti.
Con nove gare ancora da disputare, il calendario offre margini di errore teorici, ma l'impressione è che il ventenne di Bologna non abbia alcuna intenzione di concedersene.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
