Il Freelander torna a Pechino, ma è un suv cinese firmato Chery e JLR con il cervello di Huawei
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Redazione Economia
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Il nome, per chi ha una certa memoria, evocava avventure su terreni accidentati e quel particolare stile britannico capace di rendere accessibile il mito del 4x4. Eppure, il Freelander che riappare oggi sulle scene automobilistiche globali – presentato in anteprima al Salone di Pechino 2026 – ha ben poco del vecchio modello prodotto da Land Rover, se si esclude l’eredità del marchio. Si tratta, piuttosto, di una rinascita studiata a tavolino, nata dalla joint venture tra il colosso cinese Chery e Jaguar Land Rover; una partnership che ha voluto trasformare un nome storico in un brand autonomo, slegato dalle dinastie di famiglia di Oxford e proiettato verso le logiche di mercato asiatiche.
La strategia dietro il Freelander 8, un brand globale che nasce in Cina
Non è un’operazione nostalgia, quindi, ma un vero e proprio esperimento di ingegneria commerciale. Questo nuovo corso si chiama “Freelander 8”, primo di sei modelli previsti nei prossimi cinque anni, ed è già stato sottoposto a un collaudo serrato: mille vetture prototipo hanno coperto il 99% delle condizioni di guida possibili, compresi i test su strade australiane. La produzione è affidata allo stabilimento di Changshu, vicino Shanghai, un impianto che un tempo assemblava le ultime Evoque a benzina e che oggi, dopo un investimento da 1,5 miliardi di dollari, è stato riconvertito per ottenere una capacità produttiva annua di 200mila unità.
A differenza di quanto accade per altre operazioni simili, il marchio ha scelto una strategia di lancio globale sincronizzata: il mercato cinese e quello del Medio Oriente saranno i primi a vedere il suv nelle concessionarie entro la fine del 2026, mentre l’Europa dovrà attendere il 2027. Nel Vecchio Continente, dove il nome Freelander gode ancora di un certo credito, il rischio di rimpianti è alto; Chery, però, ci scommette, forte di un design che strizza l’occhio al passato pur nascondendo una natura tecnica completamente rivoluzionata.
Tecnologia Huawei e batterie CATL, l’anima elettrica del nuovo fuoristrada
Se la carrozzeria richiama le linee squadrate del Concept 97, con quel montante posteriore diviso in due che ricorda la storica versione a tre porte, sotto la pelle il Freelander 8 è un concentrato di innovazioni orientali. La piattaforma utilizzata è la nuova iMAX, studiata per ospitare tre diverse tipologie di motorizzazione: full electric, ibrida plug-in e range extender (EREV), tutte basate su un’architettura elettrica a 800 volt. Per quanto riguarda l’accumulo, il gruppo cinese si è affidato a CATL, integrando le nuove batteria “Freevoy” che supportano una ricarica ultraveloce fino a 350 kW (6C), riducendo drasticamente i tempi di sosta alla colonnina.
Ma l’elemento che più di ogni altro racconta la svolta tecnologica del mezzo è rappresentato dall’elettronica di bordo. Il sistema di guida assistita è il nuovo Huawei ADS 5.0 (Advanced Driving System), che trova nel lidar a 896 linee montato sul tetto il suo sensore più avanzato. Questa configurazione, alimentata dal chip Qualcomm Snapdragon 8397, permette di gestire il complesso sistema i-ATS (Intelligent All-Terrain System). Nella pratica, la vettura è capace di riconoscere il fondo stradale grazie alla fusione dei dati tra lidar e telecamere, adattando automaticamente l’assetto, le sospensioni pneumatiche a doppia camera e i differenziali – anteriore meccanico e posteriore e-LSD – per affrontare il fuoristrada senza che il conducente debba necessariamente avere competenze specifiche.
Un suv da oltre cinque metri che punta tutto sul comfort dei sei posti
Non bisogna, però, abbandonarsi all’illusione che questo veicolo sia un “difensore” puro. Il Freelander 8 è innanzitutto un prodotto di lusso pensato per il mercato di massa: supera i cinque metri di lunghezza, con un passo enorme che si traduce in un abitacolo a tre file di sedili (configurazione 2+2+2). Qui, il minimalismo è solo apparente: la plancia è dominata da schermi digitali a larga fascia, mentre il secondo posto viene spesso definito “a gravità zero”, una soluzione ormai classica per i suv cinesi di alta gamma che puntano sul comfort dei passeggeri posteriori più che sulla capacità di carico.
A guidare questo radicale cambiamento di rotta c’è naturalmente il gruppo Chery, che mette a disposizione la sua filiera e la sua velocità di sviluppo. Basti pensare che il Concept 97 è stato svelato solo a fine marzo 2026, e già trenta giorni dopo il pubblico di Pechino poteva toccare con mano la versione definitiva. Un ritmo forsennato, questo, che i marchi europei faticano a sostenere. E se i vertici di JLR hanno concesso l’uso del nome, hanno anche imposto una condizione: niente stemma Land Rover sulla carrozzeria, perché Freelander, ormai, deve camminare con le proprie gambe – anche se sotto il cofano batte un cuore sempre più cinese.




