Il ritorno del Freelander 8, il SUV nato dalla joint venture Chery-JLR che punta a ridefinire il segmento off-road premium

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La kermesse motoristica di Pechino 2026 ha rappresentato il palcoscenico ideale – come del resto ci ha abituati il colosso asiatico in queste ultime edizioni – per il debutto planetario della Freelander 8. Non si tratta del semplice revival di un nome storico, bensì della prima incarnazione su strada di un nuovo marchio globale indipendente, frutto della cooperazione industriale tra il gigante cinese Chery e il gruppo anglo-indiano Jaguar Land Rover (JLR). A differenza di quanto molti potessero ipotizzare, questa vettura non indossa il badge della Casa britannica; se ne distacca strategicamente per posizionarsi in una fascia di mercato che mira a coniugare la tecnologia più avanzata di Pechino con un’estetica squadrata che richiama inevitabilmente la robustezza della Defender.

Cinque metri di muscoli digitali e un’anima da vero fuoristrada

Con i suoi oltre 5,1 metri di lunghezza, la Freelander 8 non cerca certo compromessi dimensionali, e lo si nota immediatamente osservando le linee dure e la griglia anteriore chiusa, tipica delle nuove generazioni elettrificate. Nonostante l’assenza del logo Land Rover, il DNA visivo è evidente: lo stesso che ritroviamo nelle proporzioni massicce e nella vocazione all’off-road. A muovere le sue ruote ci pensa l’avveniristica piattaforma modulare iMax, una vera e propria scommessa tecnologica che supporta non meno di tre tipologie di alimentazione. Abbiamo infatti una versione 100% elettrica, una ibrida plug-in (PHEV) – che secondo le prime indiscrezioni sarà la prima a debuttare in Europa grazie a un’autonomia elettrica di circa 120 km – e persino una variante cosiddetta “range extender”, pensata per azzerrare l’ansia da ricarica grazie a un piccolo motore termico che funge da generatore.

Se la carrozzeria impressiona, è sottopelle che la Freelander 8 gioca le sue carte migliori. Il sistema i-ATS, acronimo di Intelligent All-Terrain System, rappresenta una prima mondiale nella gestione automatica dei fondi stradali: sensori e telecamere analizzano il manto in millisecondi, adattando di conseguenza l’assetto e la trazione su nove diverse modalità di guida. Questo è reso possibile da un differenziale posteriore a slittamento limitato a controllo elettronico (e-LSD) e da un blocco centrale virtuale, il tutto coadiuvato da sospensioni pneumatiche a doppia camera che garantiscono un comfort sorprendente anche sui terreni più sconnessi.

L’alleanza con Huawei porta il Lidar a 896 linee di serie

All’interno, l’abitacolo si presenta come un salotto digitale, e qui la partnership con il colosso tecnologico Huawei diventa evidente. La Freelander 8 è equipaggiata con il sistema di guida assistita ADS 5, un corredo che integra un lidar montato sul tetto dalla risoluzione impressionante di 896 linee. Un tale livello di dettaglio consente una percezione ambientale estremamente precisa, tanto da giustificare funzioni di parcheggio automatizzato “Advanced Valet Parking” e guida autonoma di livello L2+, ancora rara su modelli di questa fascia di prezzo. Il processore centrale è il Qualcomm Snapdragon 8397 (o 8295P a seconda delle configurazioni), che gestisce una plancia dominata da un’unica fascia display curva e pochi selettori fisici – una scelta voluta per non snaturare completamente l’ergonomia a favore della pura digitalizzazione.

Curiosa, poi, la strategia commerciale della joint venture CJLR: il marchio Freelander nasce come entità autonoma con sede globale a Shanghai, ma guarda con estrema decisione all’Europa e al Medio Oriente. Nei piani dei costruttori, confermati durante il Brand Night di Wuhu, l’obiettivo è lanciare sei nuovi modelli nell’arco dei prossimi cinque anni, per arrivare a una presenza capillare in più di novanta paesi attraverso una rete di concessionari dedicata. Le batterie, sviluppate in collaborazione con CATL, vantano una tecnologia a 800 volt che accetta picchi di ricarica fino a 350 kW, riducendo i tempi di sosta a livelli paragonabili a quelli di un rifornimento tradizionale.

Il posizionamento economico e l’assenza del marchio Land Rover

Uno degli aspetti più dibattuti tra gli analisti del settore rimane l’assenza fisica del logo Land Rover sulla carrozzeria, sostituito esclusivamente dalla scritta “FREELANDER”. Una scelta precisa, dettata dalla volontà di JLR di preservare l’esclusività dei propri brand di punta (Range Rover, Defender, Discovery), lasciando a questo nuovo soggetto il compito di occupare una fetta di mercato più accessibile ma senza rinunciare al fascino britannico. Il prezzo, sebbene non ancora ufficializzato per l’Europa, si aggirerà nella fascia compresa tra i 45.000 e i 55.000 euro per le versioni d’accesso, un gap significativo rispetto alla Defender che parte da cifre ben più elevate.

La produzione avverrà nello stabilimento cinese di Changshu, uno dei poli industriali più avanzati di Chery, dove oltre mille unità di pre-serie sono già state sottoposte a severe prove di stress termico nei deserti mediorientali e nei poli nordici europei per validarne l’affidabilità. Freelander 8 arriverà nelle concessionarie cinesi nella seconda metà del 2026, mentre l’esportazione verso il Vecchio Continente seguirà a stretto giro, con la speranza di ripetere – questa volta in chiave elettrica – il clamoroso successo di vendite che il modello originale registrò tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila.

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